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Mari Fiamma risponde a Cialente: «Impari ad ascoltare»

Continua il botta e risposta tra il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente e il direttore di Apindustria, Massimiliano Mari Fiamma. Dopo i recenti scontri a colpi di post sul [i]social network[/i] Facebook e di comunicati stampa, Mari Fiamma ha deciso di fare delle precisazioni in relazione ad alcune affermazioni del primo cittadino, sottolineando di farlo «a titolo del tutto personale».

«Sono costretto a rispondere punto per punto agli attacchi del “signorile” sindaco Massimo Cialente, ma lo faccio a titolo personale, dato che egli ha inteso prodursi in offese ed insinuazioni sulla mia persona e che io, a differenza sua, non necessito di uno scudo elettivo per difendermi, spiega Mari Fiamma in una nota, di seguito pubblicata integralmente».

«Mio padre – precisa Mari Fiamma – mi ha dato molto in termini di educazione e formazione, ma purtroppo non mi ha lasciato in eredità nemmeno un appartamento che, invece, ho comprato io con un mutuo che ancora pago inutilmente dato che ho una casa che è abbandonata in Zona Rossa a 150 mt dalla Sua che, però, lei ha riparato, tra i primi in centro storico, da oltre tre anni. Il mio percorso formativo invece è stato purtroppo caratterizzato dalla necessità di lavorare (dall’età di 19 anni) e così ho dovuto studiare nel tempo libero, mentre lei, che studiava di professione, il suo tempo libero lo utilizzava per fare politica nel PC che l’ha sempre ripagata con incarichi ed opportunità prestigiose».

«E’ vero che l’errore è ministeriale – sottolinea Mari Fiamma – ma sono tre anni che si ripete nell’inerzia di chi dovrebbe far valere i nostri diritti. Il Ministero ha ammesso gli errori ma anche il Comune dell’Aquila, che doveva contabilizzare con una partita di giro i trasferimenti del terremoto, ci ha messo del suo inserendo tutto in un bilancio che sembra quello del Comune di Milano! Ovviamente all’ammissione di colpa non seguono azioni degne di nota dall’amministrazione cittadina e, al solito, a Roma siamo inascoltati ed invisibili (vedi la storia ancora appesa delle tasse al 40%) perché in fondo, alla fine, si possono sempre aumentare le imposte!

I circa 8,5 milioni appena giunti per “coprire” gli errori ministeriali di cui sopra sono stati dati a compensazione dell’errore di cui sopra ma con un escamotage che li assimila ai trasferimenti dei 7 milioni a cui fa riferimento, solo che hanno dimenticato di sommarli e li hanno ricompresi nel totale. Quindi? Non protestiamo per questo? Perché? A cosa serve la politica se non fa azione di pressione?»

«E’ falso asserire – aggiunge Mari Fiamma – che le tasse sono le più basse, sia nei numeri sia nella realtà dato che (ma su questo il Comune non ha colpe) chi ha usufruito della sospensione post-sisma deve mettere in conto anche la restituzione e, probabilmente, fra poco vedrà anche la richiesta del 60% abbattuto. Inoltre, come già detto, il Comune fa pagare alle imprese ubicate nei nuclei industriali la TASI che ricomprende servizi che già si pagano all’ARAP regionale, violando la costituzionalità dell’imposizione fiscale».

«Informo il Sindaco – sottilinea Mari Fiamma – che il patrimonio delle sostituzioni edilizie è indisponibile perché il Comune non attiva i trasferimenti di proprietà quindi molti cittadini che ne hanno usufruito risultano ancora proprietari e pagano l’IMU come seconda casa. Basta andare all’USRA e verificare. Ovviamente se ci sono dei problemi nei trasferimenti di cui non sono a conoscenza poteva provare ad inserirli nella prossima legge sulla ricostruzione ma agli incontri a cui ha partecipato ho sentito da lei solo slogan da comizio».

«Un po’ ripetitivo il concetto di Bar dello Sport – rileva Mari Fiamma – ma, data l’affezione del primo cittadino a questa battuta gli consiglio di leggere “Bar Sport” di Stefano Benni, magari come input per cercare almeno qualche variante nella sua pur involontaria comicità. Desolato per la confusione che generano le mie parole, ma per fare delle proposte più “puntuali” dovremmo usare un mezzo più idoneo di un comunicato stampa o facebook. Tra l’altro l’ho invitata a condividere fra “vari” attori del territorio le idee, non mi sono mai sognato di essere il portatore sano delle soluzioni generali. Immagino che le sue citazioni come azioni di attrazione di investimenti abbiano avuto un ottimo ritorno da come le esalta ma purtroppo non trovo riscontri. Lo studio OCSE lo conosco è ne ho spesso contestato i contenuti e l’approssimazione dovuta al fatto che si è lasciato campo libero a chi, non essendo dell’Aquila, ne studia le particolarità solo sulla carta. Per quanto riguarda Invitalia, il cui lavoro per stilare un bando preimpostato sulla Zona Franca ci è costato ben 3,6 mln di euro su 90 e per i bandi sgangherati sulla delibera CIPE 4,3 mln di euro su 100, non credo che si sia tratto molto beneficio dall’azione descritta, ma di sicuro ci costerà una ulteriore bella fetta di fondi per la ricostruzione. Le imprese ventilate sono in “attesa” da oltre 2 anni e, ammettendo la mia ignoranza, non conosco mercati che aspettano tanto tempo per trovare qualcuno che li aggredisca. Mentre ancora ci vogliono mesi per avere servizi dal SUAP. Nel frattempo non mi pare che qualcuno dei decennali cassintegrati del Polo Elettronico sia stato riassunto se non da aziende medie e piccole che oggi sono allo stremo. Sono pienamente d’accordo che il politico è sottoposto al vaglio degli elettori, almeno a livello locale, ed anch’io ho scelto a suo tempo come Sindaco Massimo Cialente, ma solo perché temevo di dover ricominciare da capo con le procedure del post-sisma, una scelta che non rifarei di sicuro, ma tanto è il secondo mandato, quello che dico non conta! Sulla mia partecipazione all’attrazione di investimenti non credevo che di essere io quello impegnato in politica! L’appetibilità del territorio dipende dunque da me? Le dico però che la Società da me fondata INSIEME a mio padre aveva sede anche a Varese e molte delle aziende che lei ha spesso visitato, e purtroppo molte di quelle che non ci sono più, sono il frutto anche di quel lavoro e causa della nascita di Apindustria che oggi dirigo. Lei faceva il Medico o il Parlamentare all’epoca . . . mi dirà quali sono stati i suoi risultati nei due campi o vale solo per gli altri la dimostrazione dei propri meriti?»

«Sull’ereditarietà e la grazia ricevuta – aggiunge Mari Fiamma – risulta sempre più ripetitivo, ma le rispondo ugualmente. Lei sa benissimo che IO ho denunciato la storia delle tasse, IO ho insistito sul ricorso al TAR poi vinto, IO l’ho informata che Cassa Depositi e Prestiti aveva sospeso la misura che aveva garantito il finanziamento delle B e delle C, IO sono stato artefice di molti dei documenti usciti anche dai suoi uffici ed ho partecipato a TUTTI gli incontri a cui sono stato invitato negli ultimi 6 anni dando il mio modesto apporto, anche nell’ultimo triste capitolo del DL sulla ricostruzione a cui, i suoi uffici, non hanno mai apportato alcuna modifica. Questo significa essere classe dirigente. Lei lo sa e quest’affermazione è solo un ulteriore pezzo di stima nei suoi confronti che se ne va . . . solo una goccia nell’oceano».

«Infine – conclude Mari Fiamma – coglierò volentieri il suo invito, continuerò a studiare ma, come vede, qualcosa l’ho già esaminata nella vita e se i risultati dello studio sono il suo modo di governare preferisco di gran lunga una sana ignoranza. Lei comunque faccia la sua parte e cominci a praticare una cosa che le è del tutto nuova . . . impari ad ascoltare, a volte anche le critiche, potrebbe restare stupito dai risultati. Buona vita».

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