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La cultura in Abruzzo è un fanalino di coda

Si è tenuta ieri mattina la conferenza stampa RCA, la sigla che rappresenta 14 enti culturali di tutto l’Abruzzo che hanno deciso di unirsi e fare rete per superare la nuova problematica dei finanziamenti all’interno della Regione Abruzzo. Infatti, creando una struttura di sinergie e collaborazioni, la rete di enti aumenta la sua capacità di produrre cultura su tutto il territorio abruzzese.

A sostenere questa autonoma, quando lodevole, iniziativa delle associazioni, si schiera chiaramente il Movimento Cinque Stelle «Questi 14 enti insieme – spiega il Consigliere Gianluca Ranieri (M5S) – producono più di 900 spettacoli l’anno; stiamo parlando di una massa enorme di produzioni di alta qualità che consentono occupazione per gli operatori dello spettacolo, incentivazione del turismo e in definitiva un aumento dell’indotto in tutto il territorio».

«Una simile iniziativa non può essere ignorata dalla Regione Abruzzo, che in materia è assolutamente carente, sia per la poca lungimiranza sullo stanziamento dei fondi per il FUR (fondo unico regionale) appena un milione di euro, sia per la mancanza di referenti all’interno dell’organizzazione regionale voluta da D’Alfonso. Non c’è un assessorato, non c’è un dipartimento e nessuna gestione che garantisca un utilizzo corretto ed efficiente dei fondi» spiegano i consiglieri penta stellati. «Mancanze che produrranno il perpetuarsi dell’ingessamento strutturale del sistema culturale abruzzese, che oltre ad essere tra i più vitali in Italia, potrebbe diventare un vero motore economico per l’intera regione.

Il costo di tutti gli spettacoli prodotti nello scorso anno dagli enti che oggi costituiscono RCA si aggira intorno ai 5,4 milioni di euro – spiega Gianluca Ranieri – Circa 1,3 milioni dal Fondo Unico per lo Spettacolo (FUS), altri 1,17 da sponsor e enti locali (comuni), 1,25 dai proventi degli spettacoli e il restante, il 25% ovvero circa un milione e mezzo, dovrebbe essere erogato dalla regione. Nello scorso anno i contributi della regione sono arrivati a 600.000 euro, mentre per il 2015 la regione non ha versato un euro di contributo, cosa che mette in seria difficoltà tutti gli enti appartenenti alla rete, che in quanto quasi tutte associazioni non profit, non dispongono di risorse proprie.

Non sostenere questa iniziativa – sentenzia Ranieri – significa prendersi la responsabilità di ignorare istanze eccellenti provenienti dal basso, per favorire logiche distributive inefficienti e ancorate a ingiustificabili rendite di posizione.

E’ inconcepibile – conclude Ranieri – che mentre RCA allo stato attuale, ha pochissimi finanziamenti ed erogati male, la politica si concentri esclusivamente sul soccorso di grandi realtà fuori da questa sinergia, che tutte insieme non arrivano a produrre un decimo degli spettacoli che i partecipanti alla rete riescono ad offrire agli abruzzesi. Occorre quindi trovare il modo per cui questa nuova ed interessante esperienza venga messa in condizione di operare partendo da valutazioni di partenza perlomeno paritarie rispetto ad altre più “blasonate” istituzioni».

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