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Storia di un’ingiusta detenzione, Petrilli invoca Londra

«Anni e anni di impegno senza arrivare a nulla su una mia richiesta di risarcimento per l’ingiusta detenzione durata sei anni».

«Tante iniziative, lotte, sensibilizzazioni, per vedermi riconoscere il sacrosanto diritto di essere risarcito e per affermare il principio universale della libertà che non può essere privata ingiustamente». Così incomincia una breve lettera scritta da Giulio Petrilli, nato a Ortona dei Marsi (L’Aquila) ma residente a L’Aquila.

«Dopo aver percorso inutilmente tutte le possibili strade giudiziarie ho deciso, il mese scorso, di scrivere una lettera alla attuale più importante ed esperta legale di diritto internazionale, l’avvocata londinese, Amal Clooney, alla quale ho raccontato tutta la mia vicenda.

Ieri, con una lettera piena anche di spessore umano, mi hanno scritto dal suo studio che la stessa sta con attenzione analizzando il tutto».

«Sento – continua – con quasi certezza che una persona, della sua sensibilità e preparazione accetti questa difficile battaglia, affinché anche in Italia chi ha subito un’ingiusta detenzione venga risarcito».

«E’ questo un problema che è connesso anche al principio universale del diritto alla libertà e alla non accettazione dell’arbitrio della ingiusta privazione della stessa», questa l’amara conclusione.