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Il metodo Parelli a L’Aquila

di Raffaella De Nicola

Si parte da terra, senza ruoli da predatori. Sguardi, movenze, carezze. Si muove cautamente, l’uomo, gira, entra nel mondo del cavallo, morbidamente, senza intrusione. Solo in un secondo momento si prenderà la sella, a percorso già avviato, con gli stessi rituali che questi animali usano per stabilire la gerarchia nel branco, passando, con il gioco del porcospino, ad una intimità esclusiva pari a quella che il puledro riceve dalla madre.

Stiamo parlando del metodo Parelli, i sussurri ai cavalli, la doma gentile conosciuta proprio grazie al film con Robert Redford, che ha alzato il sipario sulle tecniche di comunicazioni naturali che tanto hanno entusiasmato anche l’appassionata regina Elisabetta.

{{*ExtraImg_246005_ArtImgRight_300x198_}}A L’Aquila si è appena concluso un corso di 20 ore tenuto da Franco Giani, un primo approccio, in realtà, ad un percorso, anche personale, di controllo sulle sfere emozionali e razionali in una comunicazione che attraversa obbligatoriamente la conoscenza del cavallo e si muove in un tempo dilatato, senza fretta, con i ritmi che l’animale richiede, in un linguaggio fra due corpi.

“Bastano due giorni per imparare cos’è il Parelli Natural Horsemanship, ma ci vuole una vita intera per padroneggiarlo. Ecco perchè si chiama horse-man-ship: un viaggio insieme”.

Team formati da severe selezioni danno risultati sorprendenti anche con i cavalli da gara, ricorrendo alla forza interiore, al legame corpo-mente che l’americano Pat Parelli ha mutuato dalla sua visione, il suo primo montare a pelo, in un sistema studiato ormai ovunque che ha rivoluzionato il mondo equestre e fa riapprodare l’uomo, anche nei rapporti interpersonali, ad una dimensione più equilibrata. Qualcosa che ci avvicina ad un sentire distante e vicino, quasi ancestrale, arcaico ma delicato, fluido. Una lettura diversa, dirompente sulle grandi forze economiche ruotanti intorno ai cavalli, che rivendica, invece, quella natura nobile e unica del rapporto con l’uomo, parallelo ai percorsi delle grandi civiltà, al mondo di cavalli e cavalieri protagonisti di vita e valori, altre epoche, altri ruoli.

{{*ExtraImg_246006_ArtImgRight_300x191_}}Omaggiati, nel tempo, come protagonisti di battaglie nell’epica classica o nello straordinario ciclo del Castello di Venafro, una sequenza unica di purosangue a rilievo, a grandezza naturale, che il conte Enrico Pandone all’inizio del 1500 ha voluto immortalare con iscrizioni che ne indicano anche i nomi, eroi silenziosi e amati di guerre ora mute il cui solo possibile confronto, in Italia, è con la Sala dei Cavalli in Palazzo Tè a Mantova. Oppure usati, oggi, come “straordinaria medicina” nelle diversità psichiatriche dei bambini con l’ippoterapia per le incredibili doti di sensibilità e intelligenza di questo animale così vicino agli dei dell’Olimpo che tanto ha contribuito al cammino dell’evoluzione.

Sussurri, quindi, che gli indiani d’America conoscevano bene, codificati nella comunicazione naturale del metodo Parelli, per riscoprire un DNA antico e mite, saggio e onesto, già lì acquisito, suggestivo, che addestra senza usare la forza, dolcemente, come l’uomo che entra nella foresta senza muovere un filo d’erba, nell’acqua senza increspare la superficie, in una relazione di sentimenti comuni, senza confini o diaframmi, con l’anima dei cavalli.

Per info:

Franco Giani: www.francogiani.it, email: info@francogiani.it, mobile +39 348 3386546

Team Italiano Istruttori Parelli: www.istruttoriparelli.it email: info@istruttoriparelli.it., mobile: +39 347 6084901

Referente locale: Emilia Cetta: email: emilia.cetta@gmail.com, mobile: +39 320 4649650.

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