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‘Riportare la scuola dei gesuiti a L’Aquila’, si può?

di Francesca Marchi

Quando i gesuiti facevano scuola all’Aquila, esisteva ancora un modello educativo che aveva come obiettivo quello di capire le proprie qualità e il proprio orientamento per metterli a disposizione degli altri.

Giuseppe Cencioni, ex alunno dei Padri Gesuiti, racconta a [i]Il Capoluogo.it[/i] la sua esperienza. «C’era ancora una formazione critica che indirizzava all’assunzione di responsabilità, una didattica concentrata sulla persona per scoprire le proprie passioni e i propri talenti». E’ come nascere di nuovo e ricevere un imprinting fortissimo che dura tutta la vita.

A L’Aquila i primi Gesuiti arrivarono intorno al 1600 e aprirono il loro collegio che poi fu chiuso e riaperto diversi anni dopo. Dal 1930 si afferma la scuola che vantava numerosi iscritti tra elementari, medie, superiori e università. L’ultimo anno accademico di università è storia recente, risale al 2007/2008, anno in cui la gestione sarebbe dovuta passare al Comune dell’Aquila che decise di tirarsi indietro.

E allora perché non riportare la scuola dei Gesuiti nel capoluogo abruzzese? «La formazione ignaziana mira a creare classi dirigenti – spiega Cencioni – Oggi se c’è una crisi sociale dipende anche da questo, manca una classe dirigente che abbia valori saldi».

Le scuole dei gesuiti hanno forgiato uomini politici, industriali, banchieri. Molti nomi della classe dirigente italiana hanno affinato il cervello con il severo metodo di Sant’Ignazio. Per citarne alcuni: Lorenzo Natali, Mario Draghi, Carlo Casciani, Carlo Azeglio Ciampi, Papa Francesco, Staffan De Mistura.

«Vigeva un severo regolamento composto da 345 postille – ricorda Cencioni – Gli studenti erano in competizione, esisteva il merito e la selezione. Ho imparato ad organizzare la mia giornata. Non potevo impiegare tre ore a fare la versione di greco, perché poi avevo altre mille cose da fare».

Gli ex alunni nonostante gli anni e le distanze non si sono persi di vista. Ogni anno il Collegio D’Abruzzo si riunisce a Calascio, dove esiste tuttora una sede, a Pescara sede del collegio, e in tutta Italia. «E’ un piacere incontrarsi e scambiare idee e conoscenze. Un confronto tra professionalità come avveniva ai tempi della scuola. Siamo circa 200 ex alunni della scuola aquilana, di tutte le generazioni».

Ci sono tantissime richieste per riportare la scuola in città. Quali sono le difficoltà?

«La volontà degli ex alunni è grande, ma lo sguardo della compagnia dei gesuiti è altrove. L’avvenire è la Cina, l’America del Sud. I gesuiti – spiega – sono concentrati sull’evangelizzazione e il missionariato. La realtà aquilana ora è ferma».

Intanto domenica 21 Giugno l’associazione Ex alunni del Collegio D’Abruzzo si riunirà al Palazzetto dei Nobili per discutere sulla [i]rifondazione dei valori portanti della società[/i], “Pilastri per una leadership senza tempo – Eroismo e amore per una’Umanità nuova”, per la prima volta l’incontro annuale degli ex alunni non viene organizzato a Calascio.

«La spiritualità di Sant’Ignazio avrebbe molto da insegnare al mondo di oggi» chiosa Cencioni.

Programma di Domenica 21 Giugno – Palazzetto dei Nobili

Intervengono:

– Ore 9.30 Saluto dei partecipanti con il padre spirituale Stefano Salviucci

-Padre Fabrizio Valletti – L’esperienza di Scampia

“Una esperienza di inculturazione e di fede”

-Piergiorgio Manco – Welfare e impresa

“Obiettivo Uomo”

-Gregory Tranchesi, nuovo Pontano

“Una impresa coraggiosa affrontata con amore”

-Moderatore: Giuseppe Cencioni – ex alunno Collegio d’Abruzzo

-Segue dibattito

-Ore 12,30 Messa Basilica di San Bernardino

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