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CTGS in avaria, «Tutta colpa del Comune»

«Le responsabilità dell’attuale condizione del Centro Turistico sono riconducibili all’Amministrazione Comunale. E’ troppo semplice scaricare tutto su Parco Nazionale e ambientalisti: il nuovo impianto Fontari non vedrà la luce, questa è la realtà». Così si esprime in una nota il consigliere comunale e capogruppo di Forza Italia, Guido Quintino Liris, a seguito delle ultime vicende occorse.

«Ed il Comune che fa?

Il Comune da più di un anno non si esprime nella procedura VINCA a favore del nuovo progetto Fontari: se l’Ente che propone il progetto, di fatto, ancora non lo approva, come fa a prendersela con gli altri Enti?

La stagione prossima salterà, a meno che non si proceda con l’ennesima manutenzione straordinaria sugli impianti di risalita. Il costo di tale manutenzione, per un impianto – tra l’altro da dismettere – è di 100 mila euro: sono state già stanziate queste somme? L’Amministrazione Comunale sa che per portare a termine gli ingenti lavori di manutenzione bisognerebbe partire immediatamente? Se si, con quali dipendenti? Con quale pianta organica?», scrive nella nota polemica.

«Abbiamo notizia di ulteriori guai, relativi in particolare alla volontà ad horas da parte dell’Enel di staccare le utenze per morosità: tutto ciò è deprimente.

Ed ancora. Abbiamo dovuto aspettare due mesi perché l’Amministrazione Comunale confermasse l’ing. De Angelis quale direttore generale del Centro Turistico. Se questo doveva essere, perché si è aspettato tanto?».

«E poi, i rapporti con il Parco. Questi sono di natura politica, i problemi e gli ostacoli vanno superati prima politicamente e poi tecnicamente; la famosa filiera del Partito Democratico da Renzi a D’Alfonso dovrebbe garantire a Cialente la possibilità di incontrare il Ministro dell’Ambiente ed affrontare le problematiche relative allo sviluppo di Campo Imperatore.

Infine, i dipendenti: è straziante parlare con loro e toccare con mano il loro senso di precarietà, nessuna prospettiva, nessuna proposta. E’ necessario riprendere in considerazione immediatamente (come già qualcuno proponeva) un coinvolgimento dei dipendenti presso il servizio affissione o nell’ambito “macerie”,

Ma non si può più rimanere a guardare e a piangersi addosso: troppo facile dare la colpa agli ambientalisti, dato che questi, per quanto riguarda lo sviluppo della nostra montagna, oggi sono l’ultimo dei problemi».

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