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‘Family Day’ a Roma, sabato 20 Giugno

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I cattolici italiani vanno in piazza contro la legge per le unioni civili che Renzi e il PD stanno spingendo in Senato, con l’obiettivo di votarla entro l’estate.

Sarà l’occasione per far fronte contro la legge che consente la legalizzazione di vincoli familiari al di fuori del Matrimonio uomo-donna, con la conseguenza ovvia di poter procedere anche ad adozioni.

Sarà una grande manifestazione aperta a tutti, in DIFESA DELLA FAMIGLIA, contro il ddl Cirinnà sulle unioni civili e “per rivendicare il diritto di ogni bambini ad avere una mamma ed un papà”.

L’obiettivo è quello di replicare con un secondo “Family Day” la manifestazione che 8 anni fa riempì la piazza storica della capitale e contribuì non poco all’affossamento della proposta dei “Dico” messa allora in campo dal governo Prodi.

Le associazioni pro-family promotrici della manifestazione di Roma – del mondo cattolico e non solo – non si dicono contrarie al riconoscimento dei diritti legati alle convivenze di fatto, ma ritengono che il ddl Cirinnà “contrasti con quanto sancito dalla Costituzione italiana, equiparando di fatto le unioni tra le persone dello stesso sesso alla FAMIGLIA fondata sul Matrimonio”. Inoltre, denunciano le associazioni, la possibilità che con queste unioni civili uno dei due partner dello stesso sesso sia riconosciuto genitore del figlio dell’altro (la cosiddetta “stepchild – adoption”) aprirebbe la strada a un riconoscimento di fatto dell’utero in affitto.

Renzi ha auspicato che le unioni civili siano approvate per l’estate, anche se in commissione Giustizia sono stati già presentati oltre 4.000 emendamenti, di cui circa 3.000 di Area Popolare. La volontà del Pd di accelerare su questi temi hanno spinto l’associazionismo cattolico ad anticipare la mobilitazione da settembre, quando inizialmente era a grandi linee programmata, al prossimo 20 giugno.

L’obiettivo è quello di portare in piazza centinaia di migliaia di persone per provare a bloccare l’approvazione del ddl sulle unioni civili.

“Quando il matrimonio è svilito a convivenza o ad accordo provvisorio tar due persone si compromette la vocazione integrale della persona umana. Facciamo nuovamente appello ai responsabili politici del nostro Paese affinché pongano la famiglia al centro delle loro iniziative” (Card. Angelo Bagnasco, presidente della CEI).

Il bene delle FAMIGLIE è il bene del Paese!

Nelle intenzioni degli organizzatori l’evento del 20 giugno sarà trasversale e aperto a tutti, per superare le tradizionali contrapposizioni politiche e tra laici e cattolici sul valore sociale e antropologico della FAMIGLIA fondata sul MATRIMONIO, come stabilito dalla Costituzione, e sul diritto dei bambini ad avere una mamma e un papà.

Tra i temi al centro della piattaforma si darà anche particolare importanza al contrasto alla diffusione dell’ideologia gender nelle scuole, decisamente criticata anche dal Papa Francesco che l’ha definita “un colonialismo ideologico”.

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