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Pugno di ferro per morosi C.a.s.e. e Map

«Il Comune provvederà a recuperare i soldi dei morosi del Progetto Case e Map in tutti i modi possibili, anche dai contributi privati per la ricostruzione delle loro abitazioni». Così il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, contro gli assegnatari di progetti C.a.s.e e Map, non intenzionati a pagare bollette per consumi al metro quadrato e canoni di compartecipazione per servizi che definiscono «carenti o inesistenti».

Nel Progetto Case e Map, circa 6 mila alloggi antismici, hanno trovato un tetto circa 20 mila aquilani sfollati. Il primo cittadino, condannato dalla corte dei conti insieme agli assessori Pelini e Moroni, ora dimessosi, e una dirigente proprio per il mancato recupero dei fitti, durante una conferenza stampa questa mattina ha ribadito che «si recupereranno le somme in tutti i modi possibili consentiti dalla legge perché non è giusto che tutta la cittadinanza debba pagare per chi non vuole tirare fuori i soldi».

La dirigente del settore Ricostruzione pubblica e Patrimonio Enrica De Paulis ha spiegato che «da giugno 2014 fino a oggi abbiamo inviato 1.900 solleciti di pagamento tra affitti e bollette, e centinaia e centinaia di ingiunzioni di pagamento».

La scure sta per abbattersi sui morosi totali, «con l’invio di procedimenti di revoca degli alloggi – ha proseguito – Hanno dieci giorni di tempo per iniziare a mettersi in regola. Se non lo faranno entro 30 giorni scatterà lo sfratto».

«Possono venire anche a casa mia, ma la posizione del Comune è irremovibile», ha spiegato ancora Cialente in relazione all’intenzione delle centinaia di assegnatari di occupare la sede del Consiglio comunale il prossimo 18 giugno.

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