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Crisi a L’Aquila, addio alla Bper nell’ex polo elettronico

«Dopo 40 anni di attività all’interno dell’ex polo elettronico dell’Aquila il 24 luglio prossimo chiuderà l’agenzia n°5 della Bper, ex Carispaq».

A darne notizia è Gino Mattuccilli, della segreteria Fim- Cisl della provincia dell’Aquila, che evidenzia «l’ennesimo scippo ai danni della città e, in particolare, dei lavoratori ex-Italtel. Attualmente – fa notare Mattuccilli – la filiale del polo elettronico conta più di mille correntisti, quasi tutti dipendenti del sito di riferimento. Non si comprende, pertanto, la decisione della Bper, che cade in un momento in cui lo stabilimento si appresta a riprendere attività industriali significative con il progetto dell’Accord Phoenix. La filiale ex Carispaq del polo elettronico fu voluta fortemente dall’amministrazione comunale di allora, guidata dal sindaco Ubaldo Lopardi, e dall’intero consiglio comunale per dare un segnale concreto di presenza e vicinanza dell’istituto di credito, allora aquilano, alla città e ai lavoratori».

Nel 2009, ricorda la Fim-Cisl, ha chiuso i battenti la filiale Bper in via Pile, che è stata accorpata all’agenzia n°5.

«Da luglio prossimo – sottolinea Mattuccilli – scomparirà un altro sportello importante. I lavoratori dell’ex polo elettronico auspicano un eventuale ripensamento di tale scelta, valutando anche lo spostamento dei locali dell’agenzia 5 Bper dall’interno dello stabilimento al confine con il piazzale esterno, per consentire la fruizione dello stesso ai lavoratori e ai citadini. La scelta della Bper, che ormai ha testa e cuore solo in Emilia Romagna, è l’ennesima dimostrazione della scarsa attenzione che questa banca riserva al territorio: un istituto di credito non più identificabile, per scelte e linee di indirizzo, come banca di riferimento per le imprese, i lavoratori e l’intera città».

«Chiediamo – conclude Mattuccilli – l’intervento immediato, come accaduto 40 anni fa, di tutte le istituzioni, in primis il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, il consiglio comunale, il vice presidente della Regione, Giovanni Lolli, la senatrice, Stefania Pezzopane, il consigliere regionale, Pierpaolo Pietrucci e tutti i rappresentanti politici locali, nell’intento di far recedere la Bper da tale, dannosa, decisione fortemente penalizzante per un comprensorio già in evidente difficoltà economico-finanziaria».

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