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Rieti, una Rsa a Concerviano e Mafia Capitale

Dici Buzzi Salvatore e dici (anche) Concerviano, che dei Buzzi è il regno incontrastato e dove il ras delle cooperative rosse non aveva solo la casa paterna (a Pratoianni) ma anche un ambizioso progetto prossimo alla realizzazione.

In paese Salvatore Buzzi era pronto a costruire una Rsa per 80 pazienti. A novembre, alla vicina che si lamentava per gli spini di quel terreno incolto, proprio in mezzo alla zona residenziale, aveva detto che a breve sarebbero iniziati i lavori e che non solo gli spini gli avrebbe tolto ma era pronto pure a comprare la sua terra se avesse voluto venderla. Una vanteria, la sua, e qui raccontano fosse un vizio di famiglia, perché un progetto pronto per una Rsa che si annunciava gigantesca ancora non c’era.

Ma nella Regione che centellina posti letto come oro colato c’era già il parere favorevole per un accredito per 80 posti alla Asl di Rieti, comune di Concerviano per la Rogest srl, come risulta dal Bollettino ufficiale del 19 marzo 2013. L’operazione si era messa in moto molti anni prima e in maniera assai singolare. Il primo acquisto al Comune di Concerviano lo fa nel 2006 la Sire spa, che acquista dalla famiglia Buzzi fu Damiano (il sindaco storico del paese, scomparso nel 2001) e quindi la moglie e i figli tra cui Pierluigi, l’attuale sindaco, un terreno di circa 2000 metri quadri per 1.000 euro.

E’ praticamente uno «scatafosso», come si dice a Rieti, ma l’anno successivo se lo ricompra, chissà perché, la Rogest srl. Rogest srl che di lì a poco comprerà altri 3.000 metri quadrati tra terreni e ruderi di casali nella vicina zona residenziale ad un prezzo che stando agli atti notarili nemmeno a Campoloniano negli anni d’oro: 300mila euro, 100 euro al metro quadrato, almeno quattro volte il valore medio dei terreni a Concerviano. Nel frattempo quei terreni cambiano destinazione d’uso, o almeno così attesta il Comune: non più zona di completamento (pure generosa per chi vuol costruire) ma zona di servizi privati di interesse pubblico. Praticamente un abito su misura per la casa di riposo che promette Salvatore Buzzi, con 80 posti letto, 25 posti di lavoro eccetera eccetera.

Formalmente, a guardare le carte, Salvatore Buzzi in questa operazione non c’entra ma nella Rogest troviamo altri nomi di persone finiti come lui agli arresti nell’inchiesta «Mafia Capitale». La Rogest è partecipata da tre società, la cooperativa Team Service, la Sarim Immobiliare e la cooperativa sociale Casa comune. Nel cda della Rogest figurano Carlo Maria Guarany e Paolo Di Ninno, arrestati nel quadro dell’inchiesta romana come Buzzi. La Rsa di Concerviano può attendere.

di Alessandra Lancia

[i]Fonte: Il Messaggero[/i]