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Asl, è battaglia: la Pezzopane bacchetta Silveri

«Conosco molto bene le leggi e i loro meccanismi e, visto che Silveri ha scritto che si dimetterà solo se a chiederlo saranno le competenti figure istituzionali, ho sollecitato i vertici della Regione Abruzzo a fare quanto indicato dallo stesso Silveri e quanto promesso dal Presidente della Regione, non alla mia persona, ma a migliaia e migliaia di elettori, che chiedevano un cambio di passo».

Lo dichiara la senatrice Stefania Pezzopane, in risposta alle ultime dichiarazioni del direttore generale Silveri.

«Ho sostenuto e sostengo il presidente D’Alfonso per ragioni ben più consistenti dell’avvicendamento del manager. In particolare perché auspico un cambiamento in Abruzzo rispetto all’oscurantismo della giunta Chiodi, di cui Silveri è stato esplicita espressione.

Sebbene in una libera democrazia ogni cittadino ha libertà di parola e dunque può chiedere a chiunque, dunque anche al Direttore della ASL, di farsi da parte, la facoltà di adottare provvedimenti formali appartiene chiaramente ai vertici politici della Regione.

La stessa facoltà di cui si è avvalso l’ex presidente, Gianni Chiodi, quando chiese le dimissioni dell’allora Direttore Generale Marzetti. Anche a lui il mandato sarebbe scaduto diversi mesi dopo, ma Marzetti si dimise, con grande coerenza. E da quelle dimissioni fu proprio Silveri a beneficiarne. Non ricordo che allora Silveri invocasse la legge a protezione di Marzetti.

Se allora il centrodestra non gridò allo scandalo, anzi sostenne l’avvicendamento tra i due, ritenendolo un fatto normale, dal momento che erano cambiate le condizioni e lo scenario politico ai vertici della Regione Abruzzo, non vedo il motivo per cui adesso Forza Italia abbia un atteggiamento diverso. La difesa di Forza Italia fa capire come parte della

destra non voglia mollare l’osso».

«La vicenda del CUP è solo l’ultima evidente prova di mala gestione ed il centrosinistra ha il dovere di cambiare rotta.

Se il manager ritiene che la sua figura sia indispensabile, tanto da dover restare e se gli amministratori regionali lo ritengono adatto ad attuare i nuovi programmi del centrosinistra, ne prenderò atto. Ma migliaia e migliaia di elettori, come me, hanno sostenuto questo Presidente perché in sanità si cambiassero registro e politiche e siamo tutti in attesa di vedere in pratica cosa significa questo cambiamento annunciato prima delle elezioni».

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