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Adunata Alpini, le Penne Nere di Aosta ringraziano

di Carlo Gobbo*

Il gruppo Ana di Aosta non poteva mancare all’Adunata dell’Aquila, soprattutto per i grandi sentimenti di solidale partecipazione che, in questi ultimi anni, hanno consolidato il rapporto di amicizia tra le genti

valdostane e la popolazione abruzzese, che, nel 2009, fu così duramente colpita negli affetti e nelle cose da un catastrofico terremoto.

Il nuovo capogruppo dell’Aosta, l’alpino Carlo Gobbo, ha voluto così che l’Adunata potesse essere l’occasione per una più ampia visita in questa terra che il tempo e gli uomini hanno reso fertile e ubertosa, diventando, anno dopo anno, meta di flussi turistici culturali di grande profilo.

Prezioso e importante è stato il contatto tra panathleti e così il presidente del Club dell’Aquila, Fulgo Graziosi, e quello del Club Val d’Aoste, Carlo Gobbo, si sono ritrovati per trascorrere una bellissima giornata all’insegna dell’Alpinità e dell’Amicizia Panathletica.

Nei mesi precedenti l’Adunata il segretario del Club abruzzese, Peppe Santarelli, aveva allestito un programma intenso per la visita, attraverso luoghi e siti che hanno riscosso l’entusiasmo della comitiva valdostana. Tra gli amici che ci hanno accolti c’erano anche Alessia Lombardo, Presidente del Club Junior e la sua Tutor Carlotta Ludovici, entrambe accompagnate dai rispettivi genitori.

Il Gruppo de l’Aosta, composto da una cinquantina di Alpini, con amici e consorti, stimolati anche dalla vivacità di Bruno Nigra, 93 anni, di Aosta,

uno dei decani della Rappresentativa Valdostana a L’Aquila, hanno potuto così visitare Amiternum, la Terra Sabina, Città dell’Impero Romano, quindi hanno percorso il grande pianoro di Campo Imperatore, spaziando dalla splendida

Rocca Calascio, nel Parco Nazionale del Gran Sasso, sino all’antico borgo di Castel de Monte, per poi rendere omaggio alle cittadine di Fossa e Lucoli, dove più concreto e tangibile è stato il lavoro nella ricostruzione

degli alpini. Splendida ed emozionante è stata la visione del Cristo che lo scultore valdostano Franco Pellissier realizzò per la Chiesa di Fossa, un’opera tra le più esaltanti del nostro artista.

Puntuale e avvincente con le sue annotazioni storiche e culturali Fulgo Graziosi è stato una guida fantastica e gli Alpini Valdostani hanno potuto così ascoltare e conservare nei loro ricordi i racconti di quanto sia ricca di gloria la Regione Abruzzo.

Il Gruppo dell’Aosta è il custode del Motto “ch’a cousta lon ch’a cousta…viva l’aousta” e lo striscione è stato più volte esposto al pubblico, tra applausi e curiosità, nelle diverse località visitate, sia a Loreto, dove il Gruppo ha effettuato una lunga e intima visita alla

Basilica, dove tutti hanno potuto ammirare la magnificenza dell’opera del Bramante che custodisce la Casa dove ci fu l’Annunciazione a Maria, sia a Recanati per riscoprire i luoghi cari a Giacomo Leopardi. Dalla Piazzetta del Sabato del Villaggio, alla Torre del Passero Solitario, sino al Muro dell’Infinito. Di grande intensità la visita al

Museo di Beniamino Gigli, situato all’interno del Teatro Persiani dove, tra l’emozione di tutti i presenti, la numerosa comitiva valdostana ha potuto salire sul Palcoscenico e cantare Montagnes Valdotaines.

E’ stata un’Adunata indimenticabile e le genti dell’Abruzzo, con la loro generosità e il loro affetto,

resteranno nei nostri cuori per tanto tempo.

*alpino