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Paganica, i bambini (ri)scoprono la piazza

di Raffaele Alloggia

Mercoledì scorso, nel primo pomeriggio, per le vie di Paganica si è concluso, con una coloratissima parata, il Laboratorio di Costruzione di Pupe di Cartapesta e Canto Popolare, che gli esperti dell’Associazione Culturale “Yajè” dell’Aquila, del Centro Permanente di Ricerca sulla Pupazza Abruzzese “Libera Pupazzeria” di Roio e del gruppo musicale di ricerca popolare “Vitivinicola Italo Abruzzese” hanno svolto in collaborazione con la Scuola Primaria di Paganica, con gli insegnanti e alunni delle classi IIIB, IVB, VA e VB.

L’intento del Progetto doveva essere quello di avvicinare gli alunni ad espressioni artistiche popolari tradizionali, quali la costruzione di manufatti in cartapesta dal forte carattere simbolico e l’elaborazione di canti secondo canoni musicali e ritmici sedimentati nella memoria collettiva, ma nel corso del lavoro si è andati ben oltre, grazie all’appassionato interesse dimostrato dai partecipanti al progetto e alla presenza nel territorio paganichese di consolidate fonti di ricerca e ricercatori, come il “cultore di storia locale” Raffaele Alloggia.

Si è infatti raggiunto l’obiettivo di creare un legame vero tra i nuovi figli di un territorio, il cui numero è, tra l’altro, arricchito da bambini di altre etnie, e le espressioni artistiche popolari attestate e testimoniate dei loro antenati.

{{*ExtraImg_244828_ArtImgRight_300x192_}}Si è realizzata, per la prima volta, la messa in forma di canto dei versi in dialetto paganichese del poeta Giovanni de Paulis sulla [i]Vita di San Pietro Celestino[/i], scritti nel 1896 insieme alla costruzione di quattro coppie di Pupe di Cartapesta raffiguranti tipologie di personaggi testimoni della tradizione agro-pastorale: il pastore e la pastora, la panara e il contadino, il suonatore di ciaramella e la tambura ed i due sposi.

Si è scelto di concludere il lavoro con la Parata delle Pupe, accompagnata dai canti e dai suoni di percussioni, organetto e violino, prima nella piazza principale di Paganica e poi per le vie del centro storico, perché il livello di comunicazione raggiunto dai bambini della scuola con la tradizione del territorio dove vivono, fosse attualizzato nel contesto delle odierne condizioni urbanistiche e reso tappa indelebile della loro formazione antropologica.

Da quel 6 aprile, sono ormai numerose le manifestazioni che si svolgono volutamente nella piazza principale di Paganica, nonostante le strutture circostanti si trovino in condizioni precarie, segno questo della impellente necessità di restituire alla popolazione quei luoghi, anche per una ricostruzione sociale che da troppo tempo viene declamata, ma in realtà nulla ad oggi è stato fatto.

Mercoledì nella manifestazione sono state coinvolte tre generazioni, nonni, genitori e alunni, quest’ultimi per la prima volta nella loro giovane esistenza in piazza, dove hanno potuto calpestare quei selci, cantare, suonare e ballare. E’stato emozionante vedere la piazza così ferita, gremita da tanti ragazzi, ciò è stato reso possibile grazie anche al servizio d’ordine della protezione civile di Paganica e dei vigili urbani del Comune dell’Aquila.

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