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Cup Asl, parla Silveri

«In molti casi sembra che l’unica cosa che appassioni certa politica sia il tentativo di decapitare chiunque faccia ombra o non appartenga ad un certo modo di essere». A sottolinearlo, attraverso una dura nota, di seguito riportata integralmente, è il manager della Asl dell’Aquila Giancarlo Silveri, in seguito alle polemiche nate in relazione alla vicenda dei lavoratori del Cup dell’Aquila.

«Vorrei fare – sottolinea Silveri – alcune considerazioni di carattere più generale su un modo di presumere di essere classe dirigente. Dico presumere in quanto, per esserlo realmente, bisogna avere capacità di fare, di immaginare il futuro è di impegnarsi per renderlo possibile. È ormai purtroppo evidente l’insofferenza della gente nei confronti della classe politica che nasconde la sua inefficienza dietro fiumi di parole e proclami a vuoto. La gente ha dato ampi segnali di essersi accorta che il “re è nudo” e di non accettare più in luogo del fare il solo dire».

«In molti casi – dichiara il manager – sembra che l’unica cosa che appassioni certa politica sia il tentativo di decapitare chiunque faccia ombra o non appartenga ad un certo modo di essere. Concetti come onestà intellettuale, etica di ruolo, senso delle istituzioni, rispetto delle norme e delle leggi sembrano totalmente desueti. L’importante è apparire, magari parlando a sproposito senza avere la minima cognizione delle cose sulle quali si ritiene di dover intervenire».

«Facendo solo un cenno alla richiesta di mie dimissioni – aggiunge Silveri – ritengo che non sia, conquistando poltrone per propri sodali, sufficiente a risolvere l’inconcludenza politica alla quale assistiamo tutti i giorni. E comunque la mia disponibilità a lasciare, pur non dovuta, se richiesta dalle figure istituzionali competenti è sempre attuale. Quello che è certo è che non può essere un qualunque parlamentare o un qualunque altro politico locale a pretenderlo».