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Gal Gran Sasso Velino, le 12 fatiche dell’Ercole contemporaneo

di Gioia Chiostri

Il tempo, come un muro erboso di terra umidiccia, crolla addosso agli statici. In un batter d’occhio, l’oggi diventa ieri e il domani è già trascorso. Le risorse, perciò, vanno pescate immediatamente, sfruttate al massimo e a dovere e incanalate in progetti di ampio respiro e durata longeva. «Il territorio ha bisogno di energie ritrovate, di fede e di progettualità sinergica». Il presidente del Gal Gran Sasso Velino, Bruno Petrei, ospite per un giorno della Fiera Campionaria ‘Magia del Fare’ di Avezzano, giunta alla sua terza edizione folgorante, ha introdotto [i]IlCapoluogo.it[/i] nell’innovativo modo di pensare attorno al tema dello sviluppo territoriale.

Turismo, enogastronomia, ma soprattutto ritorno alla terra natia: questi sono i dardi scoccati dall’arciere custode del territorio a ridosso del Gran Sasso e del Velino. Il Gal, da sempre portavoce di battaglie locali riguardanti la crescita occupazionale vissuta sulle spalle del turismo, del commercio e dell’impresa, ha raccolto l’invito a spalleggiare, oggi più di prima, i germogli vivi dell’ecosistema economico locale.

Il presidente ha visitato entusiasticamente l’evento fieristico avezzanese di quest’anno. Come l’ha trovato? «Una fiera che sta crescendo, sia in quanto ad eleganza che relativamente alla presenza: qui, numerosissime eccellenze del territorio riversano il loro abile saper fare, mostrandolo ai visitatori marsicani. La fiera, a mio avviso, serve e sempre servirà per il rilancio del territorio; risulta essere importante, di fatti, per cercare di attirare nella zona un turismo che sia alternativo a quello solito». Il Gal Gran Sasso Velino, limitatamente a questo aspetto, ha pubblicizzato in maniera esemplare e a livello turistico i preziosi ‘Cunicoli di Claudio’: una vera e propria opera anticamente moderna. «Un tesoro archeologico – spiega il presidente – che si trova davvero ad un passo e mezzo di distanza da Avezzano. La zona Marsica ha davvero molto da offrire e, grazie a vetrine di questo tipo, quale la Fiera ‘Magia del Fare’, potrebbe diventare un vero punto di accoglienza e di rilancio, anche in questo senso. Le organizzazioni di categoria, attraverso la creazione del Comitato organizzatore, hanno dato man forte alla realizzazione di una manifestazione superlativa, che pone su di un vassoio d’argento tutte le peculiarità del nostro entroterra».

Può volte, si è detto che l’Abruzzo è un territorio da scoprire, padre e padrone di molti tesori ‘nascosti’. Come si potrebbe incentivare la sua conoscenza turistica all’Estero, dove è già, inutile negarlo, molto amato? «Il Gal Gran Sasso Velino, oggi, si pone a cavaliere fra la chiusura della programmazione 2007-2013 e l’inizio della nuova programmazione 2014-2020. Un momento di passaggio importantissimo, quindi. – risponde Petrei – Finora, – aggiunge – noi abbiamo cercato, attraverso due grandi progetti di cooperazione internazionale, denominati rispettivamente ‘Abruzzo nel Mondo’ e ‘Abruzzo a Bruxelles’, di promuovere il territorio regionale Oltralpe. Lo scopo sotteso è stato quello di far conoscere le nostre eccellenze all’esterno, approfittando anche del fatto che gli abruzzesi che vivono all’Estero sono dieci volte gli abruzzesi che vivono qui, in Abruzzo, relativamente alla dedizione e all’amor patrio. Io li definisco, senza giri di parole, i nostri ambasciatori più sinceri: loro sono i nostri veri supporter. Recentemente, inoltre, stiamo cercando di realizzare, anche in vista della prossima programmazione, la campagna di raccolta delle manifestazioni d’interesse, destinata a tutti i comuni, a tutte le organizzazioni di categoria e alle aziende private, proprio per avere un vulcano di idee, di progetti e di indicazioni sul quale basarci, con lo scopo di costruire, assieme, un piano di sviluppo locale che si all’altezza della situazione».

L’ambizione, però, si sa, suole germogliare all’inizio di un cammino di vita. In questo senso, ruolo fondamentale acquisiscono i giovani del territorio: vera forza motrice di un mondo che cammina e che non s’arresta facilmente. Come si fa ad innamorarsi di nuovo della terra? «Utilizzando una frase battezzata dal notissimo attore Troisi, direi: ‘Ricominci-amo da tre’. Già in questi giorni, infatti, sono state diffuse delle notizie che risultano essere, per noi, di assoluto conforto; l’agricoltura è, secondo dati recenti, uno dei settori che presenta il segno positivo: si registra, cioè, un +6% di persone che si avvicinano a questo campo produttivo; questo è molto gratificante. Ciò significa che, alcune misure del Piano di sviluppo rurale, particolarmente indirizzate ai giovani, sono state utilizzate con vantaggio. La programmazione che sta per nascere – e che speriamo la Regione ci fornisca nel più breve tempo possibile – prevederà, per l’insediamento delle nuove imprese agricole, un sostegno economico che potrà arrivare sino a un tetto di 70mila euro, il che diventa, innegabilmente, importantissimo per i giovani agricoltori. Questa misura, se posta in simbiosi con un bacino come quello fucense, dove l’Agricoltura è un settore di grandissima importanza, potrà generare sicuramente un risultato importante. Il Gal Gran Sasso Velino si incanalerà in questa strada, ma – specifica il presidente – attenzione: per noi l’economia non è solo agricola, è, di converso, un’unica parola che fa rima con ‘generale’. Non può andare bene un settore sì e un settore no: o si parla, globalmente, di economia rurale – e quindi di commercio, artigianato, piccola e media industria al fianco dell’agricoltura – o, altrimenti, non v’è rinnovamento reale, poiché i settori distaccati, ora come ora, non hanno più valore».

Cosa promette al territorio il Gal Gran Sasso Velino? «La promessa – conclude il presidente – si declinerà sicuramente con l’impegno costante e univoco indirizzato a sintetizzare tutte le manifestazioni d’interesse che giungeranno, in questi giorni e mesi, a casa nostra e a riuscire a scrivere, quindi, concordemente un PSL veramente dedicato al territorio, con quello che si può fare con, nel e sul territorio».

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