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Ristrutturazione agricoltura, Febbo: «Un disastro»

«Nonostante le nostre sollecitazioni e le proteste dei mesi scorsi, quando abbiamo più volte sottolineato le enormi criticità di una riorganizzazione degli uffici dell’agricoltura “barbarica”, la Giunta regionale è andata avanti senza sentire ragioni. E oggi leggendo la Delibera, consegnataci dopo le protesta e con un ritardo ingiustificato e inqualificabile, che sancisce il nuovo assetto del Dipartimento Politiche dello Sviluppo Rurale e della Pesca, possiamo dire che il disastro è servito». Così il presidente della Commissione di Vigilanza del Consiglio regionale Mauro Febbo che spiega: «In primis va sottolineato che era stata approvata una delibera il 5 maggio scorso (la numero 339) mai resa pubblica, un’offesa all’intero Consiglio regionale e un atto di arroganza senza precedenti, per una prima formulazione della struttura poi corretta in corsa, il 27 maggio con la DGR numero 403, in seguito alle osservazioni di consiglieri di maggioranza, che avevano avuto la ‘fortuna’ di conoscerne il contenuto. Il risultato però è assolutamente negativo e, a dimostrazione delle enormi problematiche che emergono leggendo il documento, dobbiamo registrare le proteste di tutte le forze politiche presenti in Consiglio regionale e in particolare di alcuni esponenti della maggioranza marsicani, come il presidente Di Pangrazio, il quale però farebbe bene a rispettare Regolamento e Statuto ma soprattutto a interessarsi di tutto il territorio regionale che viene colpito da questo sciagurato atto e non solo del suo territorio».

«E’ evidente – sottolinea Febbo – che siamo di fronte a un pesante, ingiustificato è insensato accentramento su Pescara di molti uffici attivi sul territorio, dimenticando o facendo finta di dimenticare che in Abruzzo ci sono oltre 66.000 aziende agricole. Si conferma quindi la strategia ormai consolidata di spostare in riva all’Adriatico, città tanto cara al Presidente, molti interessi vitali per la nostra regione. Per l’agricoltura abruzzese, questo si traduce in numerosi disservizi ai danni non solo degli agricoltori, costretti a rivolgersi alle sede pescarese per tutte le attività riguardanti il Programma di Sviluppo Rurale, ma anche dei professionisti e delle organizzazioni professionali che per il tramite di Agea si occupano della gestione delle domande».

«La nuova struttura disegnata dalla Giunta D’Alfonso – accusa Febbo – delegittima pesantemente il territorio, sminuendo realtà consolidate come la Marsica o come la Val Vibrata, la Valle Peligna, l’alto e medio Sangro, il Vastese e così via, dove si registra un’importante presenza di aziende agricole. In quei territori da anni ci sono uffici decentrati che assolvono ruoli fondamentali di presidio per il comparto agricolo che oggi invece verranno sotto utilizzati, se non chiusi, mentre gli imprenditori saranno costretti a tour di chilometri e chilometri per assolvere a piccole ma frequenti pratiche burocratiche. L’assessore Pepe sa che oltre il 68% delle nostre aziende agricole è condotto da ultra sessantacinquenni?».

«D’Alfonso e la sua Giunta – rimarca l’ex assessore alle Politiche agricole – hanno vanificato quanto di buono fatto negli anni di amministrazione del centrodestra e con il provvedimento adottato otterranno un unico obiettivo: la disorganizzazione. Forse non sarà semplice spiegare ai cittadini di Pescara che per i procedimenti autorizzatori dovranno rivolgersi all’ufficio di Penne per poi vedersi firmare il documento dal Dirigente di Teramo o magari dire al cittadino di Sulmona o Castel di Sangro che le sue autorizzazioni vengono firmate ad Avezzano mentre per Teramo sarà deputato l’ufficio di Nereto; da Chieti invece bisognerà rivolgersi a Lanciano o a Vasto. E quando si parla di autorizzazioni ci si riferisce anche a quelle per i vincoli idrogeologici, agli attestati di Imprenditore Agricolo o ai tagli boschivi. Per avere un’idea, solo per il settore forestale si parla di oltre 9.000 procedimenti annui. Mi chiedo se siano queste le modalità attraverso le quali il governo regionale di centrosinistra vuole rafforzare il ruolo del settore primario, fondamentale per la nostra economia, anche in virtù dell’importante dotazione finanziaria di cui beneficerà l’Abruzzo per i prossimi anni (fino al 2020), vale a dire 432 milioni di euro nell’ambito del PSR».

«E’ bene sottolineare inoltre – conclude Febbo- che con questo provvedimento di Giunta si viola quanto stabilito della normativa regionale in materia, cioè che la ristrutturazione debba passare prima dall’esame di 2 Commissioni (cosa che non è avvenuta). Di questo si dovrebbe occupare il presidente Di Pangrazio e quindi chiederne la sospensione e il riesame. Ma questo lo faremo noi, magari aiutati da diversi consiglieri di maggioranza, perché questo provvedimento è bocciato non solo dall’intera opposizione ma dalla stessa maggioranza. Mi auguro che le organizzazioni professionali si oppongano a questo misfatto e finalmente diano un segnale al mondo agricolo».

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