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Tipici dei parchi, Santilli: ‘crestita del territorio’

«Il Salone dei prodotti Tipici dei parchi deve diventare l’Expo’ annuale delle tipicità italiane.

Questo, con il contributo della Camere di commercio italiane, chiamate a sostenere l’iniziativa e a inserirla, a pieno titolo, nella tanto condivisa e sostenuta Dieta mediterranea, che rappresenta il nostro cibo per la salute.»

E’ la proposta lanciata da Lorenzo Santilli, presidente della Camera di commercio dell’Aquila, a conclusione della terza edizione dei prodotti Tipici dei parchi, organizzata da PromoExpo’, che si è conclusa ieri, all’Aquila.

«Questa iniziativa deve necessariamente continuare a vivere e crescere nel tempo, nonostante le difficoltà a cui si è dovuta sottoporre- ha dichiarato Santilli -deve diventare il fiore all’occhiello della città dell’Aquila che si candida – e sono convinto che lo diventerà – a Capitale degli Appennini. La regione Abruzzo, la più verde d’Europa, che ha scommesso sui parchi non può non immaginare il salone come la sua vetrina delle tipicità, di cui è ricco il territorio regionale. Per fare ciò c’è bisogno di spazi idonei e di un coinvolgimento di tutti i comuni abruzzesi che dovranno impegnarsi a presentare le eccellenze di prodotto tipico del proprio territorio. I parchi italiani, invece – prosegue il presidente della Camera di commercio dell’Aquila, «dovranno presentare, con maggiore impegno, le azioni costruite negli anni e le tante ricerche delle antiche coltivazioni reimmesse in produzione. Tutti gli attori individuati dovranno, insieme alle associazioni di categoria, costruire un contenitore moderno ed efficace che sappia coniugare la promozione e l’organizzazione degli eventi, la regolazione delle date delle iniziative sul territorio, la capacità di mettere insieme le migliori energie per produrre incaming. In due parole, costruire un Convention Boureau di cui la Camera di commercio si renderà, in fase di avvio, facilitatore e sostenitore”. Secondo Santilli “da qui deve nascere un nuovo modo di vedere la crescita e lo sviluppo, sapendo cogliere tutte le occasioni che, in qualche misura, danno visibilità al nostro territorio, mettendo da parte inutili campanili e guardando con ottimismo al futuro, battendo pessimismi e disfattismi ancora troppo presenti nella nostra società abruzzese».