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Regione Abruzzo, novità per le acque reflue

«Un altro importantissimo passo è stato compiuto questa mattina dalla Regione Abruzzo, grazie all’azione sinergica dell’assessore regionale Mario Mazzocca, del presidente della II Commissione Permanente Pierpaolo Pietrucci e del presidente della Gran Sasso Acque, Americo Di Benedetto. La vicenda riguarda l’interpretazione relativa all’assimilazione delle acque reflue a quelle domestiche per gli scarichi in fogna». Esordiscono così, in una nota, gli stessi Mazzocca, Pietrucci e Di Benedetto.

«Il Combinato disposto degli artt 101 e 124 del D.Lgs 152/2006 e degli artt. 2 e 3 della Regione Abruzzo n. 31 del 2010 – ricordano – sancisce che sia necessario ricorrere ad una procedura autorizzativa anche per l’ottenimento dell’assimilabilità di reflui non domestici ai domestici ai fini di verificare che ne ricorrano le condizioni. Per farla breve, sarebbe stati sottoposti ad iter autorizzativo e di conseguenza ad Aua (autorizazione unica ambientale) tutti gli scarichi non domestici, benchè assimiliabili, come quelli dei bar, delle tabaccherie, delle edicole, delle attività culturali, degli asili. Sulla base dell’articolo 23 del D.L. n. 5 recante ‘Disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo’ il governo nazionale ha emanato un regolamento volto a disciplinare l’Autorizzazione Unica Ambientale, con lo scopo di semplificare le procedure e ridurre gli oneri per le Pmi e per gli impianti non soggetti alle disposizioni in materia di Autorizzazione Integrale Ambientale. La nuova Autorizzazione sostituisce fino a sette procedure diverse, dando la possibilità di presentare un’unica domanda per via telematica allo Sportello Unico per le Attività Produttive. Nel caso di specie, in attesa dell’approvazione della proposta di legge contenente i criteri di assimilazione – viene spiegato nella nota – si sarebbe creato un dubbio interpretativo che avrebbe comportato difficoltà insuperabili per gli utenti e un carico di lavoro impensabile per le Aziende come la Gran Sasso Acqua, in questo momento al lavoro per facilitare il reinsediamento delle attività nei centri storici colpiti dal sisma».

«Si chiarisce invece oggi in una nota del Dipartimento Opere pubbliche, Governo del territorio e Politiche ambientali della Regione Abruzzo, e su sollecitazione della Gran Sasso Acqua S.p.A e del presidente della Seconda Commissione Pietrucci – conclude la nota – che i titolari dello scarico possano chiedere al Gestore del SII apposita istanza di assimilazione anche esibendo un’autocertificazione con valore di ‘altra idonea documentazione comprovante l’assimilabilità delle acque reflue a quelle domestiche’».

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