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L’iniziativa ecologica dell’Ateneo aquilano

di Susanna Matteini

Il termine sostenibilità che implica una nuova sensibilità e un nuovo impegno rispetto alle tematiche ambientali, appare sempre più spesso anche nei progetti delle università italiane.

Le iniziative sulla sostenibilità ambientale riguardano ambiti d’intervento diversificati: dall’istituzione di corsi d’insegnamento su tematiche relative al risparmio energetico e al rispetto ambientale, all’uso di strumenti didattici informatici per ridurre la carta, alle ristrutturazioni progettate usando materiali eco sostenibili. Le proposte sono molteplici e in ognuna il concetto di sostenibilità viene declinato nelle sue numerose sfumature tutte però con un duplice obiettivo: non solo sensibilizzare gli studenti, ma anche attuare iniziative concrete, che diano risultati tangibili. Vediamo a questo proposito alcuni progetti messi in atto recentemente dagli atenei.

Nell’ambito della costruzione e ristrutturazione degli edifici, spiccano le iniziative e i progetti dell’università dell’Aquila che ha scelto di utilizzare materiali eco-friendly: un intero padiglione è già stato realizzato dal Gruppo Polo le Ville Plus, azienda di Udine presso il Polo Universitario di Coppito con soluzioni edilizie eco compatibili tipo pilastri e travi in legno lamellare per la struttura portante per l’intero padiglione. O quello a carico dall’Eni che prevede la realizzazione 50 nuovi laboratori di ricerca, studi e uffici per l’ateneo abruzzese, utilizzando tecnologie sostenibili e fonti energetiche rinnovabili. Interessanti e numerosi sono i convegni organizzati da questa università dedicati alla ricostruzione sostenibile e sicura. Il tutto rientra nell’ambito della convenzione quadro stipulata con l’Enea proprio con lo scopo di sostenere iniziative di ricostruzione basate su tecnologie innovative e sostenibili.

Un altro progetto è l’Ateneoverde dell’Università Niccolò Cusano di Roma ([url”http://www.unicusano.it/dove-siamo/universita-roma”]http://www.unicusano.it/dove-siamo/universita-roma[/url]). Quest’ultima organizza corsi eco sostenibili per il conseguimento della laurea breve, che si possono svolgere on-line riducendo allo stesso tempo il riscaldamento delle aule, l’impatto del trasporto, ma permettendo anche il risparmio di libri e materiali cartacei. Ma non solo, a chi frequenta, sono messe a disposizione mense con alimenti biologici a km zero, stoviglie riciclabili e distributori di acqua mineralizzata. È fornito a tutti gli studenti Carbon Footprint Calculator per calcolare il proprio impatto in termini di CO2 e l’indice di risparmio.

Sempre nella capitale è stata lanciata a febbraio l’iniziativa Sapienza zero, per trasformare nei prossimi anni l’università più grande d’Europa in università a impatto zero

Bocconi green è il nome dell’analoga proposta rivolta a tutti i componenti della grande comunità dell’ateneo milanese: docenti, studenti, personale amministrativo sono invitati a formulare proposte su risparmio di materiali ed energia, riduzione dei rifiuti e su sogni altro aspetto concernente l’impatto ambientale.

Per la veneziana Ca’ Foscari invece è giá tempo di bilanci infatti il Ca’ Foscari sostenibile venne lanciato nel 2010, subito dopo l’approvazione della 1ª Carta degli impegni di sostenibilità: recentemente sono stato presentati i soddisfacenti risultati di quattro anni di lavori e iniziative di divulgazione. Tra le tante citiamo i crediti previsti per gli studenti che dimostrano competenze in sostenibilità, il piano di dematerializzazione e di raccolta differenziata. Ma anche proposte social per il benessere dei dipendenti. Per gli studenti universitari veneziani è stato reso disponibile il Carboon Footprint Calculator per calcolare l’impronta di carbonio.

Un’ultima iniziativa che riteniamo doveroso segnalare è il concorso lanciato giá nel 2010 dall’Universitas Indonesiana che valuta in sei categorie l’essere verde degli atenei. Nella recente classifica del Green Metric Ranking ([url”http://greenmetric.ui.ac.id/”]http://greenmetric.ui.ac.id/[/url])riferita al 2014, prima tra le italiane si è classificata Bologna al 96° posto che ha installato pannelli fotovoltaici, impianti a basso impatto e soprattutto finestre che permettono uno sfruttamento ottimale della luce ambientale. Seguono Torino (99ª) che spicca per la gestione ecologica dei rifiuti; terza tra le italiane l’università di Bari 140ª. Prima in questa classifica virtuosa, l’università inglese di Nottingham. A questa proposta hanno aderito 360 università di tutto il mondo tra cui 15 atenei italiani, mediante la partecipazione ad un sondaggio on-line.