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Siglato protocollo per affidamenti

di Claudia Giannone

Si torna sul tema dell’affidamento familiare: l’istituto giuridico che permette ad un minore, temporaneamente allontanato dalla famiglia di origine, di poter essere accolto da un’altra. Sottoscritto oggi il protocollo operativo, di cui si era parlato il 30 marzo in una conferenza presso il Comune dell’Aquila. Le due firmatarie, l’assessore alle Politiche Giovanili Emanuela Di Giovambattista e il Presidente del Tribunale per i Minorenni Vittoria Correa, hanno rinnovato la loro convinzione in relazione al tema: il Comune dell’Aquila, il primo a dotarsi di un protocollo di questo tipo, ha quindi confermato il proprio interesse in relazione ai minori e alla loro formazione.

Molti gli obiettivi che si vogliono raggiungere: in primo luogo, individuare famiglie o persone con reale disponibilità all’accoglienza attraverso una campagna di sensibilizzazione, informazione e formazione.

Successivamente, diffondere la cultura dell’affidamento familiare, evitare il ricovero in struttura, attivando prioritariamente interventi specifici di sostegno e di prevenzione con progetti individualizzati e mirati e creare una banca dati delle famiglie e delle persone disponibili a questa pratica.

Si rafforza, quindi, il rapporto tra Comune dell’Aquila e Tribunale per i Minorenni: i compiti per portare a termine questo fondamentale progetto, infatti, saranno suddivisi e saranno svolti in modi differenti. Tra le funzioni, la formazione delle coppie o dei singoli in vista dell’importante passo da compiere: una preparazione per l’accoglienza di bambini in casa e per l’enorme spesa emozionale che un’affidamento può comportare.

Grande l’entusiasmo dell’assessore Di Giovambattista, che ha confermato le parole affermate circa due mesi fa in conferenza stampa.

«Questa è una risposta concreta alle necessità del minore, con l’intento di far fronte alle difficoltà della famiglia di origine e di garantire la creazione di nuovi punti di riferimento affettivi ed educativi, idonei ad aiutarlo in un percorso di crescita armonica nel ripristino del rapporto con i genitori naturali, una volta venute meno le cause del disagio».

Una scelta di cuore, ma anche di testa: un compito temporaneo per cui, comunque, tutti coloro che si renderanno disponibili dovranno dare tutto a dei bambini che, in uno dei momenti più delicati della loro vita, imparano ad essere i cittadini del domani.