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L’Osservanza Minoritica dall’Abruzzo all’Europa

di Valter Marcone

Venerdì 29 maggio, nella sala Blu della Parrocchia di San Pio (località Torrione, L’Aquila), Letizia Pellegrini terrà una relazione sul tema: “[i]Cosa intendiamo quando diciamo Osservanza? Una riflessione su San Bernardino da Siena e su San Giovanni da Capestrano[/i]”. L’iniziativa fa parte del ricco programma culturale predisposto dalla Provincia francescana con l’ausilio di un comitato scientifico per ricordare il sesto centenario della fondazione del Convento di San Giuliano, con l’ingresso in Abruzzo dell’Osservanza francescana (1415).

In occasione del suo insediamento, il 14 marzo 2014, il Comitato dette vita ad un importante evento teso ad approfondire conoscenza, attualità e aggiornamenti interpretativi su San Francesco, la sua spiritualità e il suo messaggio, con una relazione del professor Grado Giovanni Merlo, Ordinario di Storia della Chiesa medievale dell’Università di Milano, che, in quell’occasione, parlò sul tema: “[i]Da frate Francesco a San Francesco: Realtà e mito[/i]”.

{{*ExtraImg_243980_ArtImgRight_300x184_}}Il Comitato nella riunione successiva delineò anche il programma generale appunto per il sesto centenario dell’introduzione dell’Osservanza in Abruzzo, che si concluderà proprio nella sala conferenze del Convento di San Giuliano il 23 e il 24 ottobre 2015, con un incontro articolato in alcune sezioni: il problema dell’Osservanza minoritica e delle osservanze; memoria storica dell’Osservanza (documentazione, autografia e scritture, generi narrativi degli osservanti); insediamenti osservanti e intitolazione delle chiese; architettura e iconografia dell’Osservanza minoritica.

Sarà quella anche l’occasione per salutare con un evento di richiamo nazionale la “rivitalizzazione” del Convento di San Giuliano dopo il sisma del 6 aprile 2009, con l’avvenuto restauro del conventino delle origini e della chiesa.

{{*ExtraImg_243974_ArtImgRight_300x225_}}La Provincia francescana “San Bernardino da Siena” dei Frati Minori d’Abruzzo, dunque, con la collaborazione scientifica della Deputazione di Storia Patria negli Abruzzi e l’adesione delle consorelle Province abruzzesi dei Minori Cappuccini e Conventuali, con il sostegno della Fondazione della Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila, ha programmato una serie di iniziative culturali tese ad illustrare adeguatamente il cospicuo evento storico che nel XV secolo ha visto L’Aquila e l’Abruzzo al centro di un fenomeno di dimensioni europee, con importanti ricadute sulle comunità abruzzesi, sia per gli aspetti religiosi che per quelli sociali e culturali.

In dettaglio ecco le località e le date in cui si sono svolti e si svolgeranno gli eventi:

TERAMO • 14 aprile

Sala Convento Santa Maria delle Grazie

GRADO GIOVANNI MERLO, Tensioni ed esperienze eremitiche nel francescanesimo.

SULMONA • 16 aprile

Auditorium Agenzia Promozione Culturale Regione Abruzzo

GRADO GIOVANNI MERLO, Le origini dell’Osservanza minoritica.

CAMPLI • 24 aprile

Sala del Consiglio Comunale

ROBERTO RICCI, Umanesimo e santità a San Bernardino di Campli

CELANO • 25 aprile

Auditorium “E. Fermi” (Casa della Cultura)

WALTER CAPEZZALI, Mostra bibliografica “Le Cento anime di una biblioteca”. Presentazione della Sezione sul Francescanesimo.

L’AQUILA • 29 maggio

Sala Blu Parrocchia S. Pio X (loc. Torrione)

LETIZIA PELLEGRINI, Cosa intendiamo quando diciamo Osservanza? Una riflessione su San Bernardino da Siena e San Giovanni da Capestrano.

LANCIANO • 27 giugno

Polo Museale Santo Spirito

DANIELE SOLVI, La pace nell’azione di Giovanni da Capestrano.

FOSSA • 31 luglio

Sala Consiliare del Comune

LETIZIA PELLEGRINI, Una storia di famiglia. Bernardino da Fossa e la memoria dell’Osservanza.

TAGLIACOZZO • 1 agosto

Sala Consiliare del Comune

WALTER CAPEZZALI, Giovanni da Tagliacozzo compagno e biografo di San Giovanni da Capestrano.

CAPESTRANO • 8 agosto

Sala conferenze del Castello

MARCO BARTOLI, Giovanni da Capestrano e l’Osservanza.

L’AQUILA • 25 settembre

Sala Blu Parrocchia S. Pio X (loc. Torrione)

ALESSANDRA BARTOLOMEI ROMAGNOLI, La Beata Antonia da Firenze e San Giovanni da Capestrano.

Sarà possibile, in occasione dei prossimi eventi, meglio approfondire l’importanza dell’Osservanza in Abruzzo. Per il momento ci sembra interessante richiamare proprio il momento dell’introduzione della stessa a L’Aquila, in circostanze storiche che ben illustra lo storico Enrico Cavalli proprio su [i]Il Capoluogo.it[/i].

{{*ExtraImg_243975_ArtImgRight_300x225_}}“[i]Ad Aquila, caduta la tensione dell’assedio di Braccio Da Montone del maggio 1424, emergeva il rafforzamento popolaresco dell’ordine celestiniano ed una presenza istituzionale del francescanesimo in rapporto ai poteri civici.

Una generale strategia ecclesiastica fu indetta alla cattedrale dei Santi patroni nel 1429, sia facendo recuperare prerogative alla antichissima sede diocesana di San Giorgio, poi, di Santa Giusta nell’omonimo quarto celestiniano; come a San Giuliano, affidato al figlio del fondatore del convento francescano suddetto, Giuliano Della Fonte, questi non votato a seguire gli oltranzismi religiosi e sociali a venire di Giovanni Da Capestrano, quanto a mantenere un contegno di reciproco rispetto con la parte celestiniana.

Questo secolo d’oro della libertas e delle arti municipali non sarebbe tale senza il moto dell’Osservanza francescana. Di quanto la sua influenza ad “Aquila” sarebbe stata notevole lo si percepiva dagli aspetti architettonici, posto che il convento e la chiesa di San Francesco, siti in pieno centro storico, erano a diretto contatto dei palazzi del potere laico.

Questo nucleo francescano rivestiva un ruolo attrattore di grandi spiritualità dell’epoca perché vi dimorarono il filosofo scotista Pietro dell’Aquila e padre Felice Peretti, il futuro papa Sisto V.

Al momento della riforma dell’Ordine francescano ideata nel 1368 dal rigorismo di frate Paoluccio Trinci, gli Osservanti inizialmente rimasero sotto lo stesso tetto coi Conventuali, ma poi, su proposito del Vicariato generale di Giovanni Da Stroncone, nel 1416 si erano insediati San Giuliano. Qui furono accolti gli stessi Riformati, la cui partizione dei Minori Cappuccini, scaturita dal ritorno al francescanesimo più autentico e per ciò stesso ascetico e povero, impostato Matteo Da Bascio, allora, avrebbe preso il monastero della confraternita dei Milanesi in quel delle chiese di San Giuseppe e soprattutto di Santa Chiara. “

{{*ExtraImg_243979_ArtImgRight_300x378_}}Il Sesto Centenario dell’introduzione in Abruzzo dell’Osservanza Minoritica francescana coincide quest’anno non certo casualmente con la fondazione del Convento di San Giuliano presso L’Aquila.

Fu quello il primo insediamento abruzzese di una già matura riforma che, nel richiamare spiritualmente i Figli di Francesco ai primigeni motivi fondanti, dettava contestualmente incisive novità per la convivenza sociale con significative valenze economiche e sociali. Partiva un secolo che doveva vedere infatti l’Ordine Minoritico impegnato anche in opere di grande impatto sulle comunità del tempo, con la fondazione di ospedali e “monti di pietà”, con operazioni di pacificazione tra entità territoriali dilaniate da lotte intestine e con l’azione congiunta di alcuni “giganti” della fede, che trovarono proprio in Abruzzo nel 1415, sull’ameno colle di San Giuliano, il crogiuolo di un impegno che diffonderà i suoi benefici effetti in tutta Europa[/i].

Così Walter Capezzali, presidente Deputazione Storia patria, ricorda la nascita del Convento di San Giuliano:

{{*ExtraImg_243976_ArtImgRight_300x200_}}“[i]Un manipolo di religiosi guidati da Girolamo da Stroncone misero allora mano all’edificazione del “conventino” che, per singolare quanto significativa circostanza, è stato interessato da un rapido quanto fortunato intervento di restauro e recupero, tra i primi del “dopo-terremoto” aquilano. E poco dopo una luminosa figura che rimarrà durevolmente incardinata nella storia europea, Giovanni da Capestrano, fresco reduce dal carcere di Brufa e dalla scelta francescana, farà di San Giuliano la “capitale” del dirompente fenomeno.

L’Aquila era già stata già al centro dei primi sviluppi del movimento osservante, nel 1376, quando nel grandioso convento dei frati Minori (l’odierno San Bernardino) fu celebrato il Capitolo generale dell’Ordine. Ma l’impulso principale ai futuri rivoluzionari sviluppi si dovettero al sodalizio che, con il citato Girolamo e con Giacomo della Marca, doveva sorgere e cementarsi in Abruzzo tra il grande Bernardino da Siena, sommo predicatore e principale protagonista del rinnovamento, e il Capestranese, che ne era divenuto figlio spirituale e collaboratore prezioso.

Secondo gli esegeti di questa grande epopea, quando nel 1444 Bernardino da Siena, gravemente malato, vorrà nuovamente e a tutti i costi portarsi all’Aquila dove entrò su una barella recata a spalle dai suoi frati, lo farà mosso dal desiderio di incontrarvi per l’ultima volta Giovanni da Capestrano, che invece era stato portato altrove dai suoi compiti di Vicario dell’Ordine. Qui il santo senese morirà il 20 maggio, collocando in tal modo il suo dies natalis a sole ventiquattr’ore di distanza da quello di Pietro Celestino, a sua volta legato al lungo filo di questa storia come “protettore” degli spirituali francescani nel breve respiro del suo tormentato pontificato.

Senza poter ritornare su vicende biografiche del resto abbastanza note, è il caso di fare almeno cenno alle molteplici ricadute sociali che l’azione di questi grandi personaggi ottennero anche per l’intero territorio abruzzese: dall’edificazione dell’Ospedale San Salvatore dell’Aquila alla “pacificazione” che il Capestranese ottenne tra le popolazioni delle città di Lanciano e Ortona; all’impressionante fioritura di nuovi insediamenti, da Chieti a Penne, da Teramo a Caramanico, da Tocco Casauria a Orsogna, da Capestrano a Campli, da Atri a Città Sant’Angelo, da Ocre a Francavilla, da Tagliacozzo a Sulmona, a Celano, dalle citate Ortona e Lanciano[/i]”.

{{*ExtraImg_243977_ArtImgRight_300x200_}}Piace concludere questa prima riflessione sul programma di inziative sopra riferite con quanto scrive appunto sulle stesse Walter Capezzali:

“[i]Quanti sono oggi coinvolti in questo rilevante progetto culturale intendono farne dedica esplicita a quella novecentesca fioritura di nuove benemerite figure francescane della nostra regione: dal grande Aniceto Chiappini, “padre spirituale” dell’intera schiera, a padre Giacinto Marinangeli, storico dell’Osservanza, che nel Natale del 2008 ci aveva confidato il desiderio di veder ricordata adeguatamente la ricorrenza sei volte centenaria di questa storia. Quattro mesi più tardi, poche settimane dopo il terremoto del 6 aprile 2009, padre Marinangeli chiudeva la sua operosa vita serena: confratelli, figli spirituali ed estimatori gli tributarono l’ultimo saluto proprio davanti al semidistrutto convento di San Giuliano, il “suo” amato convento”[/i].

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