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La storia dell’orsacchiotta orfana secondo il Parco

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Nei giorni scorsi gli organi di informazione hanno diffuso la notizia del ritrovamento e del recupero di un cucciolo di orso di soli 4 mesi, di sesso femminile, senza la madre, nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

Il Parco, tirato in ballo dalla cronaca, «per dare a Cesare quel che è di Cesare», precisa quanto segue:

«Alle ore 17,00 circa di venerdì 22 maggio veniva segnalato al Servizio Sorveglianza del Parco la presenza di un cucciolo di orso nei pressi del paese di Villavallelonga, nel Parco. Le guardie del Parco si recavano immediatamente sul posto per preservare iI cucciolo da tutti gli eventuali pericoli alla sua incolumità (predatori naturali, cani randagi, traffico automobilistico, eventuali malintenzionati, etc), controllando a vista ma a debita distanza l’attività del cucciolo, per non abituarlo alla presenza umana, fondamentale nell’ipotesi di una sua reimmissione nell’ambiente naturale. Sul luogo interveniva il veterinario del Parco, che, dopo un controllo non invasivo, giudicava la piccola in discrete condizioni di salute, accertandone il sesso».

«Allo scopo di favorire l’eventuale ricongiungimento con la madre, veniva organizzata una sorveglianza sul luogo per tutta la notte, sempre ad opera delle Guardie del Parco, con l’ausilio di due agenti della Forestale. La mattina seguente, Sabato 23 u.s., sempre per cercare segni di presenza della madre della piccola, veniva organizzata una vasta perlustrazione della zona circostante il ritrovamento della cucciola, effettuata dalle Guardie del Parco e dagli Agenti del CFS, anch’esso senza esito. Alle ore 12,00 circa, trascorse 18 ore dal ritrovamento dell’orsetta, che quindi non aveva ricevuto nutrimento quantomeno in questo periodo di tempo, il Parco decideva di prelevare il cucciolo e ricoverarlo in un luogo protetto nello zoo del Parco di Pescasseroli, per essere nutrito e sorvegliato: questo intervento, molto delicato, è stato svolto dal veterinario del Parco e dal personale del Servizio veterinario del Parco.

In relazione alle versioni circolate circa quanto sopra e circuitate agli organi di informazione, ci preme puntualizzare che tutte le operazioni di recupero sono quindi state organizzate, coordinate e svolte dal personale del Parco, che si è avvalso anche degli Agenti della Forestale».

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