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Trivelle, maxi-corteo a Lanciano

Superate le 400 adesioni – tra Comuni, enti, associazioni e centri sociali di tutta Italia – per la manifestazione contro il rischio trivelle e contro il progetto Ombrina Mare che si terrà domani a Lanciano (Chieti) dalle ore 15.

I pullman provenienti da 6 regioni del centrosud, dalle Marche alla Calabria, sono ufficialmente 60. La delegazione della Campania sarà guidata da Don Maurizio Patriciello, il prete anticamorra della terra dei fuochi, che concluderà la manifestazione con un intervento.

Dagli Usa è anche giunta la ricercatrice Maria Rita D’Orsogna, che da anni lotta contro la petrolizzazione dell’Adriatico.

Sono questi i principali dati diffusi oggi dal vice sindaco di Lanciano, Pino Valente, e dall’organizzatore Alessandro Lanci, coordinatore di Nuovo Senso Civico. Valente ha illustrato aspetti organizzativi di accoglienza, rendendo noto che saranno creati 2.500 posti auto nella zona industriale Follani, a ridosso dell’inizio del percorso del corteo. Sarà inoltre aperto il parcheggio dell’area fiera che conterrà altre migliaia di auto e da cui partiranno bus navetta.

Gli organizzatori stimano in 30-40 mila i partecipanti, fermo restando le condizioni del tempo, che, secondo le previsioni, non saranno buone.

Sotto il profilo della sicurezza Lanci ha detto che «è tutto sotto controllo». «Siamo sereni – ha aggiunto – non abbiamo timori di eventuali infiltrazione di disturbo. Tra le forze dell’ordine, imponente sarà il numero degli agenti in borghese muniti di telecamera. L’organizzazione conta inoltre su altri cento addetti al controllo, un centinaio di addetti della protezione civile del comuni del comprensorio».

Il presidente del Consiglio regionale dell’Abruzzo Giuseppe Di Pangrazio ha annunciato la sua presenza, insieme ad altri consiglieri, alla manifestazione. «Domani (23 maggio ndr) alle 15 in punto sarò a Lanciano – ha detto – in Consiglio abbiamo a lungo discusso sul tema, con l’idea di preservare il nostro mare da insediamenti per l’estrazione di idrocarburi». «In questi anni – ha aggiunto – si è lavorato al progetto di Parco della Costa Teatina come strumento di salvaguardia del territorio ed è impensabile che contestualmente si possa deturpare la bellezza del suo mare. Da Amministratori e soprattutto da Legislatori di questa regione abbiamo il dovere di ascoltare i territori e le loro esigenze, anche di carattere economico. La vocazione di quel territorio e delle coste abruzzesi è prevalentemente turistica e in questo va tutelata. La nostra posizione è sempre stata chiara, speriamo in un ripensamento del Governo in tal senso».