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L’Aquila, la grande piazza degli alpini

di Gioia Chiostri

Aquilani stranieri in patria. Il capoluogo d’Abruzzo, con soli tre giorni di festa, ha subito una metamorfosi totale. Crocicchio di esperienze, crocevia di dialetti, incrocio di identità, l’aquila si è trasformata nella città di tutti.

Una fiumana di gente lungo il tragitto della sfilata: colori, abbracci, canti e inni nazionali. Impossibile camminare a passo d’uomo. Un’allegria generale ha contaminato la città, fortunatamente. Militari ad ogni angolo del luogo salutano la gente di casa. Una l’aquila così non si vedeva da tanto tempo. Si può ben dire che Gli alpini abbiamo aiutato ancora una volta gli Aquilani, salvandoli, però, in questa peculiare occasione, nello spirito e nell’umore.

Mattinata intensa di tuffi emozionali nella storia del corpo armato in auge dal 1919. Aquilani, bergamaschi e torinesi che applaudono inebriati di adunata.

Ultima giornata di celebrazioni. L’Aquila si è svegliata con il sole. Lungo tutto il percorso, dalla Caserma Rossi a Pio Quiajanni, vige l’euforia: in pieno clima di parata militare, alpini da ogni dove assistono commossi alla grandiosa sfilata.

Uno dopo l’altro, sfilano orgogliosi i pezzi della realtà alpina italiana. “Siamo tutti fratelli” ogni alpino sembra essere legato al suo gemello di penna nera, lontano per geografia, da un sentendo di amicizia indistruttibile.

“Onore”, gridano i più giovani ai “veci”, “Tieni duro, vecio” e da una delle camionette che trasporta gli invalidi di guerra e i più anziani una voce orgogliosa risponde al saluto con “Meno uno”, ai 100 anni, naturalmente.

«Si mangia bene a L’Aquila», afferma un alpino veterano proveniente da Bergamo, «abbiamo fatto tardi ieri sera e ci siamo goduti pienamente il centro aquilano. È la prima volta che visitiamo la città del sisma; non pensavo che i lavori di ricostruzione fossero così indietro sulla tabella di marcia!».

Gli amici penne nere bergamaschi sono arrivati nella giornata di venerdì, in serata, nel capoluogo d’Abruzzo. Ripartiranno stasera, a fine adunata. “Domani andremo a visitare assisi!, affermano all’unisono, ci hanno detto che è una località imperdibile! Salutiamo l’aquila portandocela nel cuore!”.

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