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Alpini in congedo e il ricordo di chi non c’è più

Per tre giorni tutti gli aquilani son diventati alpini e questi ultimi si son sentiti aquilani.

C’è stato uno scambio di identità così forte che ha toccato il culmine oggi durante la sfilata.

Con il sorriso aperto e schietto che li contraddistingue, gli alpini hanno regalato al pubblico attimi di forte emozione. In modo particolare l’ingresso degli alpini in congedo, le vere e proprie icone di ogni adunata.

Sono gli alpini “veri” quelli che hanno combattuto al fronte.

Ne son rimasti pochi.

Il loro ingresso a ogni adunata è uno spettacolo unico.

Nascondono a meraviglia i malanni dell’età e sfilano con lo sguardo fiero e l’aria di chi ha una lunga vita da raccontare .

Uno di questi si chiama Silvio Biasetti.

{{*ExtraImg_242640_ArtImgRight_300x225_}} Ha compiuto 102 anni qualche settimana fa. E’ l’alpino più longevo e ha preso parte alla campagna di Grecia. Viene da Biella e non si è preoccupato minimamente della gran distanza. Non si sarebbe perso il suo appuntamento per nulla al mondo. Anzi già pensa al 2016, all’adunata di Asti.

{{*ExtraImg_242762_ArtImgRight_300x225_}}

Durante la sfilata non manca il ricordo per gli alpini deceduti.

Un cappello con la penna nera su un cuscino vuol dire proprio questo, onore alla memoria di “chi è andato avanti”, come si dice nel gergo alpino. [i]framar[/i]

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