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Adunata Alpini, uno striscione per i due marò

«Con uno striscione ricordiamo i nostri due marò. Non sono alpini, ma sono dei nostri e stavano facendo il loro dovere». L’annuncio era arrivato già ieri, alla vigilia della sfilata dell’Adunata nazionale degli Alpini, da

Sebastiano Favero, presidente dell’Ana (Associazione nazionale Alpini), nel corso della cerimonia pubblica all’auditorium del Parco del Castello e la promessa è stata mantenuta.

{{*ExtraImg_242612_ArtImgRight_300x225_}}Oggi, all’arrivo in città per le manifestazioni alpine del ministro della Difesa Roberta Pinotti, accolta dal generale Claudio Graziano, ci sono state anche delle piccole contestazioni, più inviti, in realtà, che proteste. Dalla folla accorsa in città per assistere all’adunata si è infatti alzato il grido “Portate a casa i marò“.

{{*ExtraImg_242611_ArtImgRight_300x200_}}Il ministro ha sfilato insieme al comandante delle truppe alpine, generale Federico Bonato, ed è stata fatta accomodare nella tribuna d’onore, insieme alle autorità civili, militari e alcuni componenti dei vertici dell’Ana, Associazione nazionale alpini.

{{*ExtraImg_242766_ArtImgCenter_500x375_}}

IL MESSAGGIO DEL MINISTRO DELLA DIFESA

Questo il messaggio che il ministro ha rivolto agli alpini in occasione dell’Adunata:

«Alpini d’Italia,

in occasione di questa 88ma Adunata Nazionale, desidero porgere a voi tutti, in servizio ed in congedo, il saluto caloroso del Governo, delle Forze Armate e mio personale.

Quest’anno avete scelto L’Aquila per celebrare questo importante evento: non è una scelta casuale. Nel 2009 L’Aquila è stata colpita da un terribile terremoto che ha provocato 309 vittime e distrutto il volto della città. Voi alpini eravate lì, con la vostra forza, la vostra generosità, la vostra umanità, per soccorrere e ricostruire, per rassicurare, per riportare la normalità dopo un evento così tragicamente eccezionale.

Il vostro è stato un impegno di solidarietà sul quale tutti gli italiani sanno di poter contare sempre. Così è stato nel 1966 in Vajont, in Friuli nel 1976, in Irpinia nell’80 e, più recentemente in Emilia e in Liguria, per fronteggiare l’emergenza maltempo. Ma anche all’estero, dall’Afghanistan al Centrafrica, siete stati e siete sempre in prima linea, assistendo milioni di persone e realizzando centinaia di progetti.

Dal 1991 siete presenti in questa terra d’Abruzzo con gli Alpini in armi del 9° Reggimento, ma in questa giornata di festa, la città cinge d’affetto tutte le penne nere d’Italia, per esprimervi riconoscenza per quanto avete fatto.

Desidero, per questo, ringraziare tutta la cittadinanza e l’Amministrazione comunale, per il grande impegno profuso nell’organizzare la vostra accoglienza. Desidero ringraziare, altresì l’Associazione Nazionale Alpini, il suo Presidente Sebastiano Favero, e tutti i soci, sia per l’impeccabile preparazione di questo evento sia per la vostra capacità, tutta alpina, di sapervi rendere sempre utili per gli italiani, soprattutto con il quotidiano impegno dei volontari della Protezione Civile dell’ANA.

Alpini d’Italia,

il vostro presente scaturisce da una gloriosa storia passata intessuta di pagine di altissimo valore: dalle cime del Col di Lana nel primo conflitto mondiale alle steppe russe nella seconda guerra mondiale, dalle montagne dei Balcani fino ai deserti dell’Afghanistan.

Desidero rivolgere un pensiero commosso a tutti gli Alpini caduti, di ieri e di oggi nell’adempimento del dovere: ad essi va la nostra deferente riconoscenza per aver dato la vita nel segno del giuramento prestato. Voi rappresentate un patrimonio unico per il Paese, che ci consente di guardare con fiducia alle sfide future.

Nell’esprimervi il ringraziamento delle Istituzioni ed il mio vivissimo apprezzamento per quanto avete dato e saprete ancora dare all’Italia, formulo a tutti gli intervenuti il mio più sincero augurio per il pieno successo di questa importante manifestazione».

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