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L’Angolo delle Storie: intervista al più giovane editore d’Italia

di Roberta Di Pascasio*

Ieri 14 maggio ha preso il via la 28° edizione del Salone Internazionale del libro di Torino, l’importante fiera che raccoglie ogni anno il meglio del mondo dell’editoria e che permette a tutti gli appassionati di partecipare ad eventi e incontri a diretto contatto con scrittori, editori e lettori: tutti coloro che sostengono e promuovono la cultura del libro e della scrittura in Italia.

Per questa occasione vogliamo proporre agli amici del Capoluogo l’intervista fatta a inizio anno al più giovane editore in Italia, Francesco Giubilei (della Giubilei Regnani): l’editoria in Italia resiste tenacemente soprattutto grazie al lavoro e alla passione di persone come lui.

In un’Italia che legge sempre meno e che è tra gli ultimi posti in Europa per la vendita dei libri, ti senti un incosciente a fare questo lavoro o semplicemente un idealista appassionato?

Leggevo proprio di recente i dati diffusi dall’AIE (Associazione italiana editori) e dall’Istat sullo stato della lettura e dell’editoria in Italia. I dati sono sconfortanti: nonostante nel 2013 siano stati pubblicati 64.000 libri e nel nostro paese ci siano 4534 editori attivi, nel 2014 la quota di lettori di libri è scesa dal 43 al 41,4% della popolazione. Vuol dire che più della metà degli italiani in un anno non ha letto nemmeno un libro! Se si guarda al mezzogiorno i dati sono ancor più sconfortanti: 29,4% di lettori. Inoltre viene considerato lettore forte chi legge almeno un libro al mese che, è evidente, di forte non ha nulla, sarebbe più consono definirlo lettore “normale”. A un’elevata offerta corrisponde una domanda non sufficiente. Se poi si somma la crisi economica del paese alla crisi endemica e strutturale di un settore come l’editoria, il risultato è micidiale. In ogni caso non mi sento né un incosciente né un idealista appassionato bensì una persona che cerca con passione ma anche con studio, concretezza e determinazione di portare avanti un progetto culturale e imprenditoriale.

Serve una preparazione specifica per lavorare in editoria o basta un buon fiuto e l’esperienza sul campo?

Una preparazione specifica non solo è necessaria ma è fondamentale. Sfatiamo un mito: in nessun lavoro, tanto meno in editoria, ci si improvvisa. Ci sono tante persone che aprono una casa editrice per passione magari utilizzando i risparmi di una vita o semplicemente perché facoltose o perché appassionate di libri senza avere le minime competenze. Pubblicano così libri scadenti, impaginati male, con refusi, di basso livello andando a intasare il mercato. La sola esperienza sul campo senza una conoscenza teorica non è sufficiente, né viceversa. In questi anni, oltre a continuare il mio lavoro da editore, mi sono laureato in triennale in Lettere Moderne e in specialistica in Cultura e storia del sistema editoriale perché sono convinto, e la storia dei grandi editori letterati lo dimostra, che senza una solida preparazione culturale non si possa svolgere questo lavoro. L’editoria è infatti una forma di imprenditoria sui generis che unisce alle necessarie capacità imprenditoriali una solida conoscenza culturale.

Cosa cerchi nei testi che ti arrivano in visione?

Partiamo dalla saggistica che è più facile rispondere. L’argomento trattato è molto importante, con Giubilei Regnani stiamo pubblicando sia argomenti divulgativi affrontati con un taglio inedito (uno degli ultimi titoli pubblicati “I fumetti che hanno fatto l’Italia” di Roberto Alfatti Appetiti è un esempio significativo) oppure nicchie di mercato lasciate scoperte degli editori major. A mio giudizio un editore indipendente ha il compito di colmare le lacune del mercato editoriale, scoprire libri anche di nicchia ma con un proprio pubblico.

È inutile scimmiottare i grandi editori seguendo la moda del momento (libri su vampiri quando è uscito Twilight, libri erotici dopo le Cinquanta sfumature…). Per quel riguarda la narrativa il discorso è più difficile, cerchiamo soprattutto storie forti che lascino il segno nel lettore. Con Historica abbiamo inaugurato un filone della collana di narrativa che si chiama “vite vissute”, storie realmente accadute e raccontate sotto forma di romanzo.

Un consiglio per un giovane esordiente?

Leggere, leggere, leggere e leggere. Vuoi scrivere un giallo? Impara a memoria Simenon, Conan Doyle, Poe, Agatha Christie, comprendi il loro modo di descrivere luoghi e personaggi, di caratterizzare i dialoghi. Non avere fretta, rileggi quello che hai scritto varie volte. Fidati dei giudizi altrui, in particolare dei professionisti. Le opinioni di mamme, amici, parenti valgono meno zero, ogni volta che un autore per dare valore al proprio manoscritto dice[i] “alla mia famiglia è piaciuto tantissimo” [/i]o qualcosa del genere, un brivido mi corre lungo la schiena.

[i]*Roberta Di Pascasio è attuale responsabile dell’agenzia letteraria ‘Ponte di carta’ di Avezzano, laureata in Lettere moderne alla Sapienza di Roma. E’ stata collaboratrice dell’Università di Teramo per un progetto CEE relativo al turismo culturale in Abruzzo. Ha maturato corsi e laboratori di scrittura creativa presso la Minimum Fax e la scuola Omero, oltre ad un corso di specializzazione in editoria nel cassetto dei traguardi ottenuti.[/i]

{{*ExtraImg_219967_ArtImgRight_333x500_}}Pubblicazioni:

[i]Pubblicazione della tesi di laurea ne ‘I quaderni del Cardello’ a cura dell’editore Longo, Ravenna;

Romanzo ‘Le porte di Cocteau’ pubblicato da Giulio Perrone editore di Roma, 2008;

Romanzo ‘e-mozioni da poco’ pubblicato dall’editore Edimond (Premio Città di Castello), 2012.
Racconto ‘L’amore si impara’ (Premio letterario nazionale Bukowski) presente nell’antologia ‘Bukowski. Inediti di ordinaria follia’ edita da Giovane Holden edizioni;

Prossima pubblicazione una raccolta di racconti nella collana Battitore libero della Giovane Holden edizioni.[/i]

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