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L’alzabandiera dà il via all’Adunata degli Alpini

Con la cerimonia dell’alzabandiera e dell’inno nazionale si è aperta all’Aquila l’88esima Adunata nazionale degli alpini in piazza d’Armi, davanti a centinaia di persone, in un clima festoso e commemorativo.

Per aprire l’Adunata è stato scelto lo spazio adiacente al ristrutturato campo di atletica dove il 6 aprile 2009, immediatamente dopo il terremoto che devastò la città e tanti paesi limitrofi, fu montata la tendopoli più grande del cratere, gestita per tutto il tempo dell’emergenza proprio dagli Alpini.

«Fare l’Adunata all’Aquila è stata la scelta migliore», ha detto il generale Federico Bonato, comandante delle Truppe Alpine. Bonato, che partecipa in veste di comandante per la prima volta all’evento, ha aggiunto: «All’Aquila, dove sono stato nel post terremoto, c’è ancora da fare, ma molto è stato fatto. Speriamo che con questa adunata si possa dare un contributo di solidarietà e anche economico per la rinascita».

«In sei anni, nonostante il dolore e le difficoltà, ci sono stati momenti di gioia e serenità, questo è il primo condiviso e vissuto collettivamente. Si respira un senso di liberazione», ha sottolineato il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente. «Scegliere L’Aquila per l’Adunata è stato un atto di coraggio dell’Associazione nazionale alpini (Ana) – ha aggiunto il primo cittadino – Aspettavamo da decenni l’Adunata all’Aquila, del resto siamo una città alpina, un alpino è in tante famiglie».

Il prefetto, Francesco Alecci, ha ricordato che «si lavora da un anno all’Adunata senza nessun problema, è stato organizzato tutto molto bene, se ci saranno disagi nella mobilità urbana è uno scotto da pagare per questa bellissima manifestazione. Voglio sottolineare che L’Aquila ospita l’evento organizzato dall’Ana che è un rodatissimo modello».

«Gli alpini hanno dato il loro contributo fondamentale per la costruzione della nostra democrazia, con tanti di loro tra le fila dei partigiani», ha sottolineato il presidente dell’Associazione Nazionale Alpini (Ana) Sebastiano Favero, nel suo intervento davanti al monumento ai caduti nella Villa Comunale dell’Aquila. Qui, insieme al comandante delle Truppe Alpine, generale Federico Bonato, ha partecipato al secondo momento solenne della prima giornata dell’Adunata nazionale Alpini.

Centinaia di cittadini e alpini si sono mossi a piedi lungo via XX Settembre, dove si trova la Casa dello Studente crollata con il sisma del 2009 con otto vittime, per seguire il momento degli onori ai caduti alla Villa comunale.

«Ogni nostra adunata comincia onorando la patria con l’alzabandiera e i caduti con la deposizione della corona. Gli alpini, nella prima guerra mondiale e anche prima, nella seconda guerra mondiale e anche dopo, hanno dato la loro giovane vita. Lo hanno fatto, come scritto nel piccolo monumento del mio Paese, per rendere più bello il nostro vivere». «Determinante – ha ricordato Favero – è stato il ruolo degli Alpini anche nella ricostituzione dell’Esercito italiano: tra i primi tre battaglioni, uno era degli alpini ed era chiamato proprio L’Aquila. Alpini in armi e alpini in congedo sono la stessa cosa e L’Aquila ne sa qualcosa».

Favero ha raccontato di essere stato ieri a Fossa (L’Aquila), nel villaggio Map progettato e realizzato proprio dall’Ana. «È stato emozionante incontrare le tante persone che oggi vivono lì e con cui si era creato un forte legame dopo il sisma. Questo è anche il senso dell’Adunata, per noi: incontrarsi ogni anno per scambiarsi un saluto, un’opinione e anche per bere un bicchiere di vino insieme», ha concluso.

Dopo la commemorazione al monumento ai Caduti alla Villa Comunale il programma prevede l’inaugurazione della Cittadella degli Alpini nel Parco del Castello.

Nel pomeriggio, alle ore 15.30, i vertici dell’Ana e le autorità cittadine si sposteranno a Fossa per la posa di una targa in ricordo dell’operato delle penne nere al Villaggio di San Lorenzo, costruito dall’Ana dopo il sisma del 2009. In serata, dalle ore 19, la gloriosa Bandiera di Guerra del 9º Alpini – reparto legato a doppio filo con L’Aquila – sfilerà dalla basilica di Collemaggio, lungo viale Crispi e corso Federico II, per ricevere gli onori finali in piazza Duomo.

LA STORIA DEL TRICOLORE – L’omaggio al Tricolore, tradizionalmente il primo atto dell’Adunata, è «uno dei momenti più importanti, segno dell’attaccamento all’Italia», come ha ricordato il presidente dell’Associazione Nazionale Alpini, ma in pochi, forse, conoscono la storia della nostra bandiera.

[i]Dopo la nascita della Repubblica, un decreto legislativo presidenziale del 19 giugno 1946 stabilì la foggia provvisoria della nuova bandiera, confermata dall’Assemblea Costituente nella seduta del 24 marzo 1947 e inserita all’articolo 12 della nostra Carta Costituzionale. E perfino dall’arido linguaggio del verbale possiamo cogliere tutta l’emozione di quel momento. Il Presidente Ruini all’Assemblea: «Pongo ai voti la nuova formula proposta dalla Commissione: “La bandiera della repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a bande verticali e di eguali dimensioni”». È approvata. L’Assemblea e il pubblico delle tribune si levano in piedi. Vivissimi, generali, prolungati applausi.[/i]

IL PROGRAMMA DI DOMANI, SABATO 16 MAGGIO

• ore 8.00 – Visita del Presidente Nazionale al Servizio d’Ordine Nazionale Sede S.O.N. – Caserma Rossi;

• ore 10.30 – Incontro con le Delegazioni ANA all’estero e Delegazioni I.F.M.S. e militari stranieri (segue buffet ad invito), Teatro Ridotto;

• ore 12.00 – Lancio di Paracadutisti allo Stadio comunale (eventuale);

• ore 16.00 – Santa Messa in suffragio di tutti i Caduti celebrata dall’Ordinario Militare e concelebrata dal Vescovo di L’Aquila e dai Cappellani militari presenti Basilica San Bernardino;

• ore 18.30 – Saluto del sindaco e del Presidente nazionale Ana a tutte le autorità, al Consiglio Direttivo Nazionale e ai Presidenti di Sezione Ana Auditorium Renzo Piano.

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Alzabandiera ora

Posted by Carlo Frutti on Venerdì 15 maggio 2015

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