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Il sindaco Cialente accoglie gli alpini

«A nome di tutte le Aquilane e di tutti gli Aquilani, ma certo di interpretare anche il sentimento di tutto il popolo abruzzese, dò il benvenuto agli Alpini di tutto il mondo, che ci regalano la loro 88esima Adunata. Li ringrazio per questo regalo». Con queste parole il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente saluta gli Alpini giunti in città per l’88esima Adunata nazionale.

«Sei anni fa, nell’aprile del nostro dolore – ha sottolineato il primo cittadino – le penne nere dell’Ana furono tra i primi ad accorrere e gli ultimi a ripartire. Ci donarono solidarietà e aiuto concreto, con generosità, amore e grande professionalità. Oggi, ancora un dono da parte loro. L’Ana, pur sapendo che la Città dell’Aquila era ancora ferita, con solidarietà ma, soprattutto, con fiducia, lo scorso anno ha voluto che si svolgesse qui l’88esima Adunata. Per tutti noi è stata un’iniezione di fiducia e di orgoglio e, insieme con gli eccezionali uomini del Coa, il Comitato organizzatore, con entusiasmo ci siamo preparati».

«Cari Alpini – sono ancora le parole del sindaco – siete in una terra in cui ogni famiglia ha una penna nera. Penne nere che hanno combattuto nella Grande Guerra ‘15-‘18 e nella Seconda Guerra Mondiale, che hanno lasciato la loro vita nell’inverno russo. Alpini che, nelle missioni di pace onorano il nostro Paese, o giovani che hanno avuto la fortuna di servire la Patria in questi anni di pace. Per questo l’Abruzzo vi accoglie come padri, come fratelli, come figli. In queste ore fra gli Aquilani ci sono attesa, orgoglio, entusiasmo, gioia per il vostro arrivo. Ci avete restituito il sorriso collettivo. Grazie».

«In segno di gratitudine profonda per tutto quello che l’Ana ha fatto per questa terra – ha concluso Cialente – proporrò al Consiglio comunale di conferirle la Cittadinanza Onoraria, la stessa che ha ottenuto il Nono Reggimento Alpini. Spero che gli Alpini ci facciano l’onore di accettarla. W gli Alpini, che interpretano i migliori sentimenti del popolo italiano, W l’88esima Adunata, W l’Italia!».