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Avezzano, titolare del ‘Gran Caffè’ accusato di tentato omicidio

Il titolare del bar Gran Caffè di Avezzano è stato accusato di tentato omicidio ai danni di un giovanissmo marocchino. Questa la notizia che ha sconvolto, stamani, la città. Secondo indiscrezioni, verrà processato il 17 marzo del 2016 davanti al Tribunale collegiale di Avezzano. Lui, Claudio Favoriti, 56enne molto noto nella zona, si sarebbe macchiato della colpa della ‘vendetta’.

La decisione è stata presa ieri mattina dal Gup Francesca Proietti nell’udienza preliminare che ha visto comparire il noto imprenditore, assistito dal difensore avvocato Gianluca Presutti. A sostenere l’accusa e la richiesta di rinvio a giudizio, il Pm Vincenzo Barbieri. Parte civile la famiglia del ragazzo ferito assistita dall’avvocato Franco Colucci.

IL FATTO: Nella serata del 20 febbraio 2012, un gruppo di giovani ragazzi di nazionalità marocchina entrò nel bar di Avezzano. Il titolare però chiese loro di uscire. Uno di loro, risentito, avrebbe agguantato una spranga di ferro, intenzionato, probabilmente, a reagire.

Ma il ragazzo venne, fortunatamente, fermato dai suoi compagni. I titolari chiamarono, in quell’occasione, i Carabinieri. Favoriti, però, assieme ad altri amici, non si accontentò di questo e si scagliò subito all’inseguimento del gruppo finché, raggiunti i quattro ragazzi nei pressi di Via Emilia, avrebbe cominciato a picchiar duro.

Secondo i fatti, tre ragazzi sarebbero riusciti a fuggire, mentre Mohanned Moktafi è stato bloccato e picchiato con spranghe di ferro. Il marocchino venne poi lasciato a terra ferito. Sul posto, subito dopo, arrivarono i militari che fecero partire le indagini.

Moktafi fu ricoverato per oltre un mese all’ospedale San Salvatore dell’Aquila dove rimase a lungo in coma farmacologico a causa delle lesioni riportate.

I Carabinieri di Avezzano, grazie anche all’ausilio delle immagini di alcune telecamere di sorveglianza, riuscirono a ricostruire le fasi dell’inseguimento e della successiva aggressione; dei testimoni avrebbero riconosciuto anche alcuni dei presunti autori del pestaggio ai danni del ragazzo straniero.

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