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Avezzano Rugby: «La B ci appartiene»

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di Gioia Chiostri

{{*ExtraImg_241890_ArtImgRight_300x224_}}Con la domenica sportiva di ieri, il cerchio si è chiuso ed ha assunto la splendida forma panciuta di una B sfolgorante. Quando si tocca la vetta con un touche, sia essa la più alta di tutte o la più alta per adesso, la sensazione dilagante è quella di un brivido percepito sulla punta del tallone dei piedi. Al pari dello spuntare di due robuste ali piumate di gloria. Si vola oggi e lo si fa con la squadra dell’Avezzano Rugby. Un campionato da giganti, il loro, portato avanti per tutto l’anno corrente senza dubbi o risparmi. Costantemente primi in classifica, duri come pietre e voraci di punti come lupi, hanno condotto, nella domenica sportiva di ieri, un match entusiasmante contro la squadra del Rugby Roma Club. Punteggio finale: 26 a 3. Ed è serie B.

{{*ExtraImg_241891_ArtImgRight_300x224_}}Aspettata o inaspettata che sia, la vittoria lascia sempre un retrogusto di follia nell’animo dei vittoriosi. Al termine dei due tempi di gioco, il primo dei quali sudatissimo dalla compagine marsicana, la squadra, durante l’oramai noto terzo tempo, è scesa in piazza, fra il popolo, decantando la meta agognata appena agguantata. Con fisioterapista e allenatori (Corrado Di Stefano e Luca Terrenzio) al seguito, i ragazzi dell’Avezzano Rugby hanno concluso (quasi) un campionato da signori, spadroneggiando in una serie che, a detta del capitano Luca Farina, la ‘roccia’, «non apparteneva a loro nemmeno un po’».

{{*ExtraImg_241892_ArtImgRight_300x224_}}«Sicuramente – avverte il capitano – la vittoria era nell’aria, vista la nostra costanza al primo posto in classifica. Avendo perso, poi, una sola partita durante il campionato, si può ben dire che il sogno della serie B fosse più un progetto a lungo termine che un desiderio lontano. Ce la siamo giocata contro una squadra, il Rugby Roma, che comunque ci ha dato del filo da torcere: si è dimostrata una bella sfida, giocata quasi ad armi pari. È stato bello, poi, vincere in casa, sostenuti dalle voci e dai cori del nostro pubblico amico: la Serie B è una meta raggiunta non solo da questa squadra, ma da tutta la città marsicana».

{{*ExtraImg_241893_ArtImgRight_300x224_}}Luca Farina ha vissuto i minuti di gioco della partita sugli spalti, nel mezzo della folla giallonera, per un infortunio subito. Racconta: «Tanto calore e tanto entusiasmo sui gradoni dello stadio; oramai il Rugby sembra essere tornato ad orbitare attorno al nucleo cittadino, per fortuna. Per quel che hanno fatto sul campo i nostri atleti predecessori e per quello che abbiamo fatto noi durante questo campionato, si spera che Avezzano torni ad essere una città di Rugby. Al popolo non importa la categoria, fondamentalmente, ma i risultati ottenuti. Lo sport è competizione sana e noi, quest’anno, l’abbiamo dimostrato alla grande».

{{*ExtraImg_241894_ArtImgRight_300x224_}}Manca, sulla carta del calendario sportivo rugbista, una sola partita da disputare. Domenica prossima, sarà guerra aperta contro il Rieti, ma, nel cassetto delle medaglie al valore già è stata riposta, con tutte le lacrime di gioia del caso, la spilla della B. «Il nostro asso nella manica per il fine della vittoria è stato senza dubbio il fisioterapista! – scherza Luca – No, ovviamente tanto merito va all’unione del gruppo; l’Avezzano Rugby, infatti, è, prima di tutto, un circolo di persone che si vogliono bene sia dentro al campo che fuori dal campo; manca una sola partita, è vero, ma non la regaleremo di certo agli avversari; ovviamente, però, la giocheremo con una mente più libera e serena».

{{*ExtraImg_241895_ArtImgRight_300x224_}}La squadra al completo non si è risparmiata nei festeggiamenti. Sul campo di via dei Gladioli: tifosi, atleti e vecchie guardie hanno celebrato un passaggio di categoria «meritatissimo». «La serie B – aggiunge Luca Farina – la consideriamo, per il momento, la nostra categoria di appartenenza. Noi stiamo bene là».

Ragazze pon pon sugli spalti, in giallonero, hanno tenuto duro per tutti gli 80 minuti di gioco, sostenendo, da lontano, i guerrieri della palla ovale. In Piazza, fra cittadini e istituzioni, i ragazzi marsicani hanno sventolato bandiere giallonere e cantato alla luna che non c’era l’emozione della riconquista. Una gioia immensa, vissuta anche da chi, dal Rugby, non è affatto attratto per deformazione professionale, ma che, in fondo, con una squadra così vicina che andrà gareggiare in un Campionato di valore, forse ha già mutato idea. Il gruppo, l’amicizia, l’unione, il fair play, il rispetto: nel Rugby, si impara e si insegna a vincere meritando. Un concetto affatto banale né scontato, nel mondo sportivo di oggi. Osteggiati a volte, capiti quasi mai, i ragazzi gialloneri si sono fatti valere anche stavolta, la quale è valsa per tutte le altre volte. Il Rugby non manca di stupire, quando lo si segue con il lume della passione.

{{*ExtraImg_241896_ArtImgRight_300x224_}}Il capitano della compagine del momento, commosso, ringrazia: «Grazie a tutti, ai tifosi, ai giocatori e a chi ha sempre creduto nel potere giallonero di Avezzano. Anche se, – conclude – il grazie più sentito e affettivo va soprattutto ai miei colleghi di sport: la vittoria è di chi se la merita; di chi, cioè, scende in campo, incassa i colpi e fa le mete. Grazie, quindi, ai miei 22 compagni di vita».

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