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Pol.L’Aquila Rugby promossa in serie C1

di Marcello Spimpolo

“Benvenuti su Scherzi a parte” è questo l’ironico striscione mostrato dai ragazzi neroverdi di capitan Cerasoli alla fine di quella che doveva essere la finale di ritorno del campionato di Serie C2 abruzzese, ma che tutto è stato meno che una partita di rugby.

E’ successo infatti che i giocatori del Sulmona Rugby siano scesi in campo solo per onor di firma rifiutando qualsiasi contatto fisico con gli avversari e lasciando giocare il pallone agli aquilani che alla fine della “partita” metteranno a segno 26 mete, di cui 20 trasformate, per uno score totale di 170 a 0 che probabilmente non sarà però omologato dalla Federazione.

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All’inizio della partita infatti la Società ovidiana ha chiesto all’arbitro di giocare mischie “no-contest” non iscrivendo a referto neanche 3 giocatori di prima linea e questo, a termini di regolamento, dovrebbe portare al Sulmona la sconfitta a tavolino per 4 mete a zero.

Per sovrappiù la partita è stata poi sospesa dall’arbitro a 10 minuti dall’inizio del secondo tempo in quanto i giallorossi, avendo accusato una serie di “infortuni”, avevano terminato gli uomini in panchina ed erano in campo con meno del minimo di giocatori previsto dal regolamento.

Questa evidente farsa ci è stata spiegata dal presidente del Sulmona Ranalli come una forma di protesta verso il Comitato Regionale della FIR che avrebbe, a detta degli ovidiani, “invertito arbitrariamente le date dei due incontri di finale” ( la prima si sarebbe dovuta giocare all’Aquila, la seconda a Sulmona) e non sarebbe venuto in alcun modo incontro alle esigenze del XV di Sulmona che stamattina ha disputato una partita amichevole organizzata da tempo.

Il presidente giallorosso ha poi avuto da ridire anche sui cambiamenti “in corso d’opera” operati a date e regolamento del campionato, decisi sempre dal Comitato Regionale.{{*ExtraImg_241773_ArtImgRight_300x200_}}

Di tutt’altro avviso, naturalmente, il presidente neroverde De Masi che si è detto stupito delle rimostranze del suo collega e che ha aggiunto che, comunque, “ci sono le sedi opportune per far valere le proprie ragioni a livello di regolamento” ma che “il campo va sempre onorato giocando col massimo impegno”.

“Oggi hanno ucciso il rugby” – è poi il lapidario commento del capitano neroverde Carlo Cerasoli – in 25 anni di rugby è la prima volta che mi succede una cosa del genere che non fa onore a chi l’ha messa in pratica”. “Da parte mia voglio invece sottolineare lo straordinario campionato che abbiamo fatto e ringraziare i miei compagni che, anche a costo di grossi sacrifici con famiglia e lavoro, non sono mai venuti meno all’impegno preso”.

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