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Il futuro del Centro San Marco di Castel del Monte

Lettera aperta del sindaco di Calascio e Presidente della comunità del Parco Gran Sasso Monti della Laga, Antonio Vincenzo Matarelli, preoccupato del futuro del “Centro Sperimentale San Marco” sito in Comune di Castel del Monte.

«Nel richiamare a memoria che tale “CENTRO” nacque come scelta politica dell’allora Ministro all’Agricoltura e Foreste, compianto On. Lorenzo Natali, con un preciso intendo cioè quello di rilanciare un territorio, quello del versante meridionale del Gran Sasso, alla attività della pastorizia che, per secoli ne ha rappresentato la forza economica ed occupazionale dell’intero territorio.

L’idea di Natali, era quella di un rilancio quindi, dell’attività pastorale che alla grande conoscenza storica del settore ovino si introduceva una rivisitazione in un ottica moderna, attuale, la cui prima imprescindibile fase non poteva che essere quella di un esperimento, di una veste didattica, di un progetto teso alla selezione – studio zoologico delle specie ovine -. Questo lungimirante degno progetto politico territoriale, non ebbe però buona stella poiché, chi deputato alla applicazione, attuazione e gestione dello stesso mutò il principio ispiratore trasformandolo in una attività clientelare e dannosa cioè, il “centro pilota” da una cattedra di zoologia vicina ai Pastori per fornire conoscenze nuove di settore e fornire capi ovini selezionati e, come detto atti ad un rilancio produttivo e moderno, divenne una masseria con un imponente numero di capi ovini il cui frutto economico-produttivo mai nessuno ne ha saputo alcunché, con l’aggravante che “pastori locali”, dismisero la loro attività armentizia per essere assunti quali dipendenti del Centro Pilota- Leggasi Ministero Agricoltura. Pur non condividendo minimamente tale scellerata scelta politico, a tutto concedere possiamo dire che un residuale risultato si è avuto, quello di aver dato un lavoro a qualche famiglia e quindi arginare il già tanto gravoso spopolamento del territorio.

A questa prima lunga dannosa fase, parrebbe, da scarne notizie che girano, voler farne seguire una seconda. Certificato che lo smantellamento del Centro San Marco da parte Ministeriale, che per se stesso ne conferma l’inutilità e la negativa svolta: nessuna ricaduta economica ne di conoscenza esso ha saputo produrre, oggi una tematica di questa portata la si preferisce condurla in sordina, in una estemporanea muta solitudine dove alla dovuta richiesta a partecipare all’intero territorio, poiché non solo il problema ha portata territoriale – provinciale ma anche per la primaria titolarità che ne ha il Ministero dell’Agricoltura che, certamente non può essere confusa con qualche nostalgite di appartenenza politica, cui se ne da preferenza.

L’aver già dissipato circa 2 miliardi di vecchie lire per riconvertire una minuscola porzione della struttura agricola-ricovero del Centro San Marco e destinandone la stessa a museo della PASTORIZIA denuncia, coram populo, che si intende ripercorre un copione visto ed inutile. Quale senso può avere un museo, oltretutto di foto o diapositive in aperta campagna, distante da centri abitati, con conseguenti problemi: chi dovrebbe gestirlo, con quali mezzi di costo e di personale? e poi per farne cosa?.

Credo che siamo alle solite. Non di secondaria inutilità e dannosità economica è poi il “punto di conferimento lana” pensato e realizzato dal Parco GRAN SASSO, in altri spazi dello stesso Centro Ovino San Marco teso allo smaltimento ed ammasso lana di tosatura ovini, non commerciabile per scarso valore e ritenuto materiale inquinante che potrebbe essere disperso dai produttori, cagionando quindi inquinamento al territorio. Non vi sono pensieri e parole da spendere se il livello programmatorio di riuso di un complesso della portata del Centro Pilota San Marco è questo.

E’ mia profonda convinzione invece – conclude il sindaco -, che la questione vada posta in un’ottica territoriale provinciale da gestire nell’ambito settoriale della pastorizia quindi; con gli armentari, siano essi locali che affittuari dei prati pascoli della montagna di Campo Imperatore; con le Associazioni di categoria: ALLEVATORI, CIA, COLDIRETTI, UCI ecc. con un intento ed un programma ove l’intera struttura di San Marco, ex Azienda, potrebbe essere assegnata in comodato d’uso gratuito per l’attività di settore e per le altre attività collaterali o consequenziali per gli operatori zootecnici. Voli pindarici, idee faraoniche, balsane, ubriacature estive ipotizzando sperpero di fondi post-terremoto destinati al rilancio socio – economico del comprensorio dei paesi del cratere.

Lasciamo da parte queste amene ipotesi, mettiamoci una igienica pietra sopra e non priviamo reali bisogni necessarie ed utili ad una Provincia già tanto sofferente e, tanto tanto disastrata.

Riusciremo, come cittadini, a poter conoscere le tre geniali idee scaturite nell’incontro avutosi a Castel del Monte? Si spera di poterne avere notizie».