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Salone della Ricostruzione: Cucinella’s style

Protagonista indiscusso della seconda giornata del Salone della Ricostruzione, indicato dagli organizzatori come il testimonial della rassegna, è stato Mario Cucinella, architetto di fama internazionale, uno dei massimi esperti di bioarchitettura e di rigenerazione urbana, fondatore della SOS (School Of Sustainability) prima scuola professionale post-graduate volta a formare nuove figure professionali nel campo della sostenibilità in architettura. Due importanti appuntamenti convegnistici hanno visto la sua presenza.

Il primo, promosso dall’USRC – Ufficio Speciale per la Ricostruzione dei Comuni del Cratere e svoltosi nella sessione mattutina del programma culturale del Salone, è stato incentrato sul tema dell’edilizia scolastica, mentre il secondo, a cura del Polo di Innovazione per il Turismo Abruzzo InnovaTur, con inizio alle ore 15.00 nella Sala Le Corbusier, ha affrontato il tema della Rigenerazione urbana, della sostenibilità e della coesione sociale.

Nel primo convegno, partendo dalla rappresentazione degli interventi di edilizia scolastica che interessano l’Abruzzo, i relatori hanno affrontato i temi dell’innovazione didattica e quello dei nuovi spazi. Alessia Placidi, responsabile del Settore Edilizia Scolastica dell’USRC ha illustrato il [i]“Piano Scuole d’Abruzzo. Il futuro in sicurezza”[/i], che coinvolge 96 comuni e una popolazione studentesca di 27mila persone.

«Tutto l’Abruzzo è impegnato in un’importante fase di rinnovamento. L’Ufficio speciale per la ricostruzione dei Comuni del cratere si occupa della messa in sicurezza di 157 edifici scolastici per uno stanziamento complessivo di 136 milioni di euro. Il Piano Scuole consente di intervenire in maniera risolutiva sul patrimonio edilizio scolastico abruzzese. Occorre farlo guardando con attenzione all’evoluzione in atto nel mondo della scuola, attraverso soluzioni e interventi sostenibili e innovativi».

«La scuola è il luogo dell’integrazione e ha un ruolo molto importante di mediazione sociale – così Mario Cucinella nel suo intervento – Ai bambini si deve dare uno spazio di immaginazione. Va bene la rivoluzione digitale, ma occorre soprattutto una rivoluzione culturale. Sicurezza sismica e ambientale sono due presupposti fondamentali della scuola. Dobbiamo avere il senso più profondo di proteggere i nostri figli negli edifici pubblici. Dobbiamo dimostrare l’attenzione che la società civile ha nei confronti delle generazioni future. Le scuole di domani dovranno far fronte ai bisogni energetici, alla riduzione della domanda, alla migliore qualità. Le scuole sono i luoghi dell’apprendimento, per apprendere un bambino ha bisogno di una condizione ambientale di confort. È molto importante che gli edifici siano costruiti bene e che siano dei luoghi per incrementare la sensibilità. Un edificio scolastico ben progettato è una prima forma di educazione».

Nel pomeriggio, Cucinella è intervenuto anche al convegno [i]”Rigenerazione urbana, sostenibilità e coesione sociale”[/i], che ha visto la partecipazione del Presidente di Federturismo Abruzzo, Dario Colecchi, dei Presidenti di ANCE Abruzzo, Enrico Ricci, e di ANCE Pescara, Marco Sciarra, dell’Architetto e urbanista Pierluigi Properzi e dell’Assessore regionale Mario Mazzocca. A moderare il dibattito, Antonio Cianciullo, giornalista di La Repubblica, che ha introdotto gli argomenti sottolineando come le direttive europee impongano entro sei anni interventi strutturali e impiantistici sugli edifici nella prospettiva di un aumento del rendimento e di un abbattimento delle emissioni.

«In Italia, l’ecobonus ha prodotto 35 miliardi di fatturato. Occorre far dialogare la nuova cultura urbanistica dell’efficienza con i bisogni del territorio. La sostenibilità passa attraverso la coesione sociale».

«Fare edifici a emissioni zero richiede formazione – cosi l’Architetto Cucinella – Dobbiamo prenderci cura di quello che abbiamo costruito. Negli ultimi 30 anni si è costruito in maniera intensiva, e questo ci ha fatto perdere numerose opportunità. Ora bisogna mettere le mani sul patrimonio esistente. Ci si sta spostando dall’idea di ristrutturare a quella di rigenerare. Dall’hardware al software. Non solo insistere sugli strumenti urbanistici ma entrare nel vivo delle città che si fa con gli altri. Occorre avviare un processo di riconciliazione sociale tra la comunità e la politica. Le città hanno un senso se vivono, se creano economia, se hanno un buon rapporto con la periferia. La vera sfida è costruire insieme agli altri le scelte. Non è solo problema estetico. Ci sono radicamenti, relazioni invisibili molto forti. Oltre all’architettura, bisogna ragionare sui temi della sociologia, del paesaggio, dell’economia del territorio».

Anche il prof. Pierluigi Properzi si è detto d’accordo con il pensiero di Cucinella sottolineando come proprio a L’Aquila i laboratori di coinvolgimento della popolazione funzionano dai sei anni e vedono in campo Università da tutta Italia e anche dal resto d’Europa, ottenendo sempre un risultato molto positivo.

Quello della rigenerazione urbana è un tema condiviso dai costruttori, così come confermato dal presidente di ANCE Abruzzo, Enrico Ricci «Tra i costruttori è chiara la consapevolezza che la strada da percorre è quella che va verso la riduzione progressiva e sostanziale del consumo del suolo. Occorre capire il ritorno economico della demolizione e della rigenerazione. Ci sono parti di città scadenti da un punto di vista statico, strutturale ed estetico che potrebbero essere interamente riqualificate. Andrebbero sviluppati anche degli incentivi fiscali come leva premiante nei confronti di chi interviene su aree dismesse e fatiscenti, rigenerandole».

A fargli eco Marco Sciarra, Presidente di ANCE Pescara «A nessuno più interessa costruire in aree libere. Occorre capire cosa vuole il territorio e spingersi verso un’architettura di qualità. Però la leva fiscale e di premialità è fondamentale. Deve entrare nella politica di bilancio dei comuni. Una politica di sostegno metterebbe insieme gli interessi delle amministrazioni, dei cittadini e delle imprese».

E ancora Ricci «Sui centri minori si gioca la partita importante per l’Abruzzo. Un esempio positivo? Il progetto “Casa e bottega” sperimentato a Fontecchio: una residenza per chi coltiva terreni e ha botteghe artigianali».

E riflettendo sulla nuova progettualità per lo sviluppo sostenibile, Dario Colecchi, presidente di Federturismo Abruzzo nonché Presidente del Polo di Innovazione per il Turismo Abruzzo InnovaTur ha illustrato il progetto Abruzzo Innovatur 2020 a valere su risorse POR FESR Abruzzo 2007 – 2013 – Attività I.1.2.

«L’obiettivo da perseguire è quello di riqualificare secondo criteri di sostenibilità. Intendiamo predisporre un manuale per riqualificare le seconde case inutilizzate e riconvertirle a scopi turistici. Occorre costruire un modello di sviluppo che ragioni in termini di incentivi mirati a quella che è la ristrutturazione e la messa a disposizione delle seconde case. Vanno intercettate le leve finanziarie che permettano ai proprietari di intervenire sui propri manufatti. Un progetto che rientra in una più ampia visione di marketing territoriale in grado di collocare la nostra regione sul mercato in maniera più solida».

Per l’Assessore regionale Mario Mazzocca occorre tornare al concetto di sostenibilità dell’intervento in chiave sociale, economica, istituzionale oltre che ambientale. «In Germania e in altre parti d’Europa è già consolidato il tema del contenimento del consumo di suolo. Incontro tanti soggetti e giro in lungo e in largo la nostra regione per capire le criticità causate dal dissesto idrogeologico e da un uso sbagliato del suolo. Sono tanti gli interventi virtualmente utili ma se sono scollegati e non fanno parte di una visione strategica d’insieme, possono risultare anche dannosi. Facciamo sì che le limitazioni diventino delle opportunità attraverso la condivisione di visioni e strategie».

All’invito da parte di Cianciullo a fornire dei suggerimenti ai decisori per interventi fattibili sul piano normativo, questo è il pensiero dell’architetto Cucinella «Si può ragionare su città dotate di laboratori urbani dove architetti e ingegneri possano incontrarsi in modo continuo su queste tematiche. Norme ma anche creatività. Mancano piani che siano visioni, luoghi in cui le norme diventino comportamento».

E tornando a parlare di rigenerazione urbana ha concluso «L’ANCE e il Salone della Ricostruzione mi avevano invitato già lo scorso anno per ragionare sul tema della rigenerazione urbana e sull’evoluzione del concetto stesso di ricostruzione. Dato che già ci stavo lavorando ho colto l’occasione, essendo stato invitato a relazionare a questo convegno, per illustrare le prime riflessioni su uno studio commissionatomi dal Polo di Innovazione per il Turismo Abruzzo InnovaTur. Un lavoro che si concretizzerà in una sorta di decalogo, di linee guida sui temi della rigenerazione urbana applicabile a livello regionale, ma replicabile anche sul piano nazionale ed europeo, a disposizione degli enti per la futura pianificazione urbanistica».