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L’Aquila, restauri e sicurezza sismica

Coniugare l’arte e la cultura del restauro con quella della sicurezza sismica. Non poteva esserci argomento più azzeccato per la città dell’Aquila, che ieri ha ospitato un seminario di alta formazione dedicato proprio al “Cantiere del Restauro”, presso la sala convegni Ance, in via De Gasperi, organizzato dall’Ordine degli Ingegneri della provincia dell’Aquila in collaborazione con il Consorzio Di Vincenzo & Strever.

«Si tratta di un evento di alta qualità – ha spiegato Elio Masciovecchio, presidente dell’Ordine degli Ingegneri dell’Aquila – che offre ai nostri professionisti tutti gli strumenti utili per collaborare al meglio».

I massimi esperti del settore, docenti universitari, ma anche professori di grande esperienza in campo ingegneristico e architettonico: sono stati loro i protagonisti dell’iniziativa che ha visto un’ampia partecipazione di pubblico.

«Il nostro patrimonio culturale è il migliore al mondo – ha esordito Francesco Sabatini, Presidente Onorario dell’Accademia della Crusca, coordinatore dei lavori – Ma è nostro compito renderlo sicuro perché altrimenti non avrebbe modo di esistere». «Ė motivo di grande orgoglio – ha detto Masciovecchio riferendosi allo stesso Sabatini – avere nostro ospite una persona di così grande cultura ed esperienza che può dare un innegabile valore aggiunto al nostro modo di concepire la professione».

Al centro del dibattito l’importanza di un’accurata attività di restauro, soprattutto, per i centri storici delle città. Di qui il riferimento a L’Aquila che, dopo il terribile sisma del 2009, ha necessità di essere nuovamente progettata. Una grande città, dunque, nasce, partendo da quegli elementi culturali e artistici che la contraddistinguono e mettendo al servizio del territorio tutte le professionalità a disposizione. Perché, come ha spiegato il relatore Giovanni Carbonara, docente presso l’Università La Sapienza di Roma e considerato il capofila della cosiddetta Scuola romana del restauro architettonico, «la sinergia tra tutte le esperienze coinvolte, parliamo di ingegneri, architetti e restauratori, è ormai imprescindibile».

Un confronto, quindi, all’insegna di un’ampia riflessione sul tema, a cui hanno contribuito, tra gli altri, Mario Centofanti e Dante Galeota, entrambi dell’Università dell’Aquila, come pure Roberto Gagliardi, dell’Università Politecnica delle Marche.

Dall’Aquila è così partita una vera e propria campagna di sensibilizzazione verso un nuovo approccio alla progettazione del centro urbano e non, con lo sguardo rivolto alla stessa L’Aquila, ancora così gravemente ferita, ma anche al resto dell’Italia.

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