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Salone della Ricostruzione: il lavoro che non c’è

C’è spazio anche per la protesta dei lavoratori del cementificio del gruppo Sacci di Cagnano Amiterno (L’Aquila) nel primo giorno del quinto Salone della ricostruzione dell’Aquila.

I lavoratori sono insorti dopo l’annuncio dell’avvio delle procedure di cassa integrazione per tutti gli 88 operai dell’insediamento aquilano. Una dura tegola per il gruppo Sacci, che possiede il 6% della quota di mercato italiano e 6 stabilimenti sul territorio nazionale, attanagliato da un grave debito che sta conducendo pian piano al rischio di chiusura per gli insediamenti di Castelraimondo (Macerata) e Pescara, dove attualmente sono impiegati 20 lavoratori.

«Abbiamo scioperato ieri mattina fino a quando la proprietà non ci ha dato sul pagamento dello stipendio arretrato – afferma Sandro Bartolini in rappresentanza degli operai – Quello che non riusciamo a capire è come sia possibile che non si lavori proprio all’Aquila dove sono aperti decine e decine di cantieri edili».

A rassicurare i lavoratori anche il vice presidente della Giunta regionale, Giovanni Lolli, e l’assessore comunale dell’Aquila alla Ricostruzione Pietro Di Stefano che si trovavano nell’insediamento ex Agriformula per presiedere insieme alle autorità al taglio del nastro. Intanto, il prossimo 12 maggio ci sarà un primo incontro nella sede della Regione di palazzo Silone tra la proprietà, i sindacati, Lolli e l’assessore Di Stefano per fare il punto della situazione.

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