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‘Baùll’ di Daniele Campea al Festival di Cannes

di Francesca Marchi

Da L’Aquila a Cannes , in occasione del più importante festival del cinema del mondo, il viaggio è possibile grazie a “Baùll”.

Il regista Daniele Campea è una realtà cinematografica emergente. Nato a Popoli, vive all’Aquila da qualche anno, città a cui ha dedicato due importanti lavori [i]”Dammi la mano”[/i] e [i]”Onna, prima di domani”[/i] , documentario scritto insieme al giornalista Giustino Parisse.

Cosa significa per te prender parte al festival di Cannes?

“E’ una grande soddisfazione! Essere a Cannes e respirare l’aria di quel luogo rappresenta già di per sé una crescita umana e professionale. Per dieci giorni Cannes diventa il santuario del cinema, si può passeggiare e incrociare per strada attori e registi di fama mondiale, è una sensazione molto particolare.

Baùll è stato inserito nella selezione dell'[i]Italian Short Film Center[/i] insieme ad altri quattro corti. Il Centro del Cortometraggio si occupa di promuovere corti italiani in giro per il mondo, e mi ha contattato dopo aver visto Baùll, gli sono molto grato per questo.”

Una storia sulla perdita e sull’abbandono. Fondamentale il ruolo della musica.

“La musica è parte integrante del racconto cinematografico, e per me ha un’importanza enorme. Prima di dedicarmi interamente al cinema sono stato un musicista per molti anni, e questo mi ha permesso di sviluppare una sensibilità particolare per le associazioni di suoni e immagini. Creare delle sinestesie efficaci è uno degli aspetti che rende il cinema un mezzo tanto potente, sia a livello conscio che inconscio. Alcuni dei miei registi preferiti come [i]Kubrick, Welles, Lynch e Fellini[/i] hanno fatto ampio uso di queste tecniche. Per quanto riguarda i miei lavori, ogni singola idea parte dalla musica o da effetti sonori, sempre”.

La tua filmografia

“Il mio primo lavoro è stato [i]”Ritratto dal vero”[/i], un corto realizzato senza alcun budget e in condizioni produttive di fortuna. Nonostante questo mi ha permesso di andare per la prima volta a Cannes, ed ha avuto numerose selezioni in giro per il mondo. Per questo devo molto a Mario Massari, l’attore protagonista del corto, che ha creduto subito nel progetto e al quale mi lega una stima umana e professionale fortissima. Tra i lavori successivi c’è il corto [i]”La vittima”[/i], una commedia nera sul mondo del lavoro e del precariato giovanile, alcuni documentari e videoclip, fino a [i]”Baùll”[/i], il mio lavoro più recente a cui mi sento particolarmente legato, nato dal racconto [i]”Scurtchìn”[/i] di Antonio Secondo e basato su antiche leggende contadine dell’entroterra abruzzese.

Ad oggi sono al lavoro sul mio primo lungometraggio dal titolo [i]”Esecuzione”[/i], un thriller tratto dall’omonimo romanzo di Angela Capobianchi, con la quale abbiamo scritto la sceneggiatura insieme a Fabrizio Di Marco. E’ un progetto in cui credo molto fermamente.”

Baùll – La storia

La storia, tratta da un racconto di Antonio Secondo, e interpretata dagli attori Paola Lavini, Mario Massari, Mauro Marino, Marcello Sacerdote, Nausicaa Pizzi, Alba Bucciarelli, e dai piccoli protagonisti Matilde Luccitti e Maxim Cipriani è stata girata nelle suggestive location di Popoli, Vittorito e San Benedetto In Perillis.

Nenné è una bambina di otto anni che vive con sua madre in un piccolo paese immerso tra le montagne. Nenné è affascinata dalla storia di Baùll, un orco delle antiche fiabe abruzzesi, che abita vecchie case abbandonate nelle campagne intorno al paese. «Papà diceva che bisogna stare attenti, perché Baùll cattura i bambini, gli tira via la pelle con le sue lunghe dita affilate, e poi li nasconde dentro un sacco. Io una volta l’ho visto, Baùll». Una fiaba sulla perdita e l’abbandono.