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Pasticciere ucciso, un arresto

Si era rifugiato a Pineto (Teramo) l’uomo sospettato di aver ucciso stamani, a Pescara, Giandomenico Orlando, un pasticciere di 67 anni molto conosciuto in città, in quanto titolare di un’attività assai nota che si trova in via Puccini.

Dopo la cattura, l’uomo è stato sottoposto ad interrogatorio nei locali della stazione dei carabinieri di Pineto, i cui militari lo avevano fermato nel pomeriggio mentre sui trovava sdraiato su una panchina della pineta.

Alla presenza dei due sostituti procuratori di Pescara e Teramo Rosangela Di Stefano e Silvia Scamurra e dell’avvocato Paolo Marino, l’uomo si è avvalso della facoltà di non rispondere. Per lui è scattato il fermo. Presenti anche il dirigente della squadra mobile di Pescara Pierfrancesco Muriana, che si è occupata delle indagini con la collaborazione della squadra volante, e il capitano Domenico Calore, comandante della Compagnia dei carabinieri di Giulianova (Teramo).

L’omicidio di Orlando, detto Gianni, è avvenuto proprio davanti la porta del laboratorio della pasticceria, in via Buozzi, in una zona (quella della Marina Nord), dove sono già avvenuti due delitti negli ultimi anni.

Verso le 7.50, questa mattina, l’uomo, un 41enne, sarebbe arrivato sul posto con l’auto, e, dopo una breve discussione con Orlando, lo avrebbe accoltellato. Le ruggini con questa famiglia sono di vecchia data, per il 41enne, domiciliato nel palazzo situato sopra la pasticceria.

Volendo tutelare gli interessi della madre, che vive lì, l’uomo sosteneva che la pasticceria fosse troppo rumorosa, ma nonostante la realizzazione di alcuni lavori per superare l’inconveniente i problemi sarebbero proseguiti. Da anni, ormai, le discussioni erano frequenti, specie con il figlio di Orlando, tant’è che il legale della famiglia ha sporto denuncia e chiesto e ottenuto dal Questore di Pescara l’ammonimento del presunto omicida, buttafuori di professione, appassionato di fitness e di armi (oggi gliene sono state sequestrate diverse).

Per il pasticciere non c’è stato niente da fare: sia il personale del 118 che quello del pronto soccorso hanno provato a rianimarlo, ma è morto in ospedale poco dopo l’accoltellamento.

La polizia ha diffuso nella tarda mattinata la foto dell’aggressore, inchiodato da alcune testimonianze, e chiesto la collaborazione dei cittadini per rintracciare la Mini Cooper dello stesso, fuggito via immediatamente (con il coltello). Lo hanno trovato nel pomeriggio i carabinieri, ponendo fine alla sua latitanza.

Costernati parenti e amici di Giandomenico Orlando che lascia la moglie Patrizia e i figli Francesca e Alessio, con i quali portava avanti l’attività di famiglia. Alessio è stato il primo a soccorrere il padre, rendendosi subito conto che non aveva scampo, e con lui c’erano anche altre persone. Tutti, nella zona, sapevano delle frizioni, dei litigi e delle aggressioni subite da Alessio e oggi erano increduli per il drammatico epilogo di questa vicenda.

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