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Provincia, L’Aquila 0 Marsica 6

di Roberta Galeotti

All’indomani delle elezioni provinciali si tirano le somme politiche, si analizzano i risultati e si definiscono i ruoli dei vari schieramenti in previsione delle prossime amministrative.

Sono dieci i consiglieri eletti nel nuovo ente di secondo livello, cioè eletto da tutti gli amministratori locali dei 105 comuni della provincia; quattro consiglieri di centro sinistra, quattro di centro destra e due che faranno l’ago della bilancia, riconducibili come espressione politica emergente al consigliere regionale Gerosolimo.

Il grande sconfitto di questo scontro politico è senza dubbio il sindaco di L’Aquila, Massimo Cialente, che manifesta scarsa influenza nei confronti della sua maggioranza, che ha proceduto al voto in ordine sparso. Tutti i consiglieri di maggioranza del comune di L’Aquila, infatti, non sono stati in grado di concentrare le loro espressioni di voto su uno stesso candidato aquilano, inficiando il potere di fuoco. A differenza del territorio marsicano, in cui i consiglieri di maggioranza del comune di Avezzano hanno espresso coesi la loro preferenza eleggendo entrambe i consiglieri candidati, Pisegna Orlando e Cipollone.

Il grande vincitore indiscusso è, infatti, il territorio marsicano, largamente rappresentato nel nuovo consiglio Provinciale, con sei consiglieri eletti su dieci totali.

Neanche il centro destra aquilano è riuscito ad esprimere un candidato [i]nella nuova Provincia[/i] e così il sindaco di Barete, Leonardo Gattuso, uomo riconducibile ad un sempre più debole De Matteis, è rimasto fuori dall’assise.

Facendo un bilancio complessivo, quindi, appare lapalissiana la fine della politica aquilana che, tranne per la Pezzopane che sembra avere un rapporto preferenziale con il neo eletto presidente De Crescentiis, non è stata in grado di esprimere nemmeno un rappresentante in Provincia.

Una città sempre più frammentata, che non si riunisce neanche difronte alle battaglie importanti. Litigiosa, provinciale e distratta, L’Aquila ‘bella me’ è ormai terreno di spartizioni di intessi diversi; nessun programma politico per i Nostri, di destra e di sinistra e, peggio, nessuna ambizione, per una città che ormai non conta più niente nei tavoli politici.

Cosa ci aspetta nel 2017 quindi?

Le solite male lingue disegnano un progetto politico sempre più individualistico che vede Cialente su una comoda poltrona dirigenziale alla Asl, i cui pedaggi dell’accordo passerebbero per la nomina al Cda della Gran Sasso Acqua di Salvatore Santangelo, per intercessione di Silveri; Lolli sistemato nella sua bella poltrona di vice presidente [i]non eletto[/i] fino all’età pensionabile e la Pezzopane, anch’essa non più forte come prima, con nel mirino la candidatura a sindaco di L’Aquila.

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