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Cialente: “Il turismo parte dal rilancio del Gran Sasso”.

Il sindaco Massimo Cialente questa mattina sulla sua pagina [i]Facebook[/i] si fa promotore dello “sviluppo locale” per il rilancio del turismo nell’Aquilano.

Punto di partenza il rilancio del Gran Sasso.

Di seguito vi proponiamo in post del sindaco su un argomento che tanto ha fatto e farà ancora discutere.

[i]”Il primo problema per un amministratore pubblico, nel nuovo ruolo assunto dagli enti locali, è farsi promotore dello “sviluppo locale”, dove per “sviluppo locale” si intende l’individuazione condivisa, da parte dell’intera classe dirigente e cittadini, di una visione complessiva, e dei settori sui quali puntare negli anni per creare ricchezza ma soprattutto occupazione. Il tutto partendo dalle vocazioni reali, dalle risorse, dalle competenze, considerando i punti di forza ed i punti di debolezza che caratterizzano il proprio territorio e sul percorso da intraprendere per valorizzare e potenziare i primi, rimuovere i secondi.

Su questa spinta mi candidai nel 2007. La Domenica del 5 Aprile 2009, la passai a correggere le bozze del testo del documento preliminare del piano strategico 2020, che sarebbe dovuto approdare in consiglio nelle settimane successive.

Se allora era impellente condividere ed approvare un piano strategico, dopo il sisma e la disarticolazione sociale ed economica che ne è conseguita, sciogliere il nodo di un piano di sviluppo è necessario come l’aria che respiriamo. L’interrogativo è: cosa sarà, cosa si farà, di cosa vivrà L’Aquila nel 2030? Quali opportunità di lavoro, ed in quali settori, cosa darà ai giovani affinchè possano avere qui , nel territorio aquilano, un loro gratificante e sereno progetto di vita, in un territorio capace di offrire un’alta qualità della vita?

Negli anni post sisma due studi dell’OCSE, lo Studio Calafati, un passaggio del nuovo programma di mandato della mia Sindacatura, hanno indicato un percorso, in gran parte orientato verso L’Aquila quale città della formazione e dell’alta formazione. Su questo si è attuato un grande investimento, la nascita del GSSI. Ma l’attuale politica dell’Università dell’Aquila non sembrerebbe poter puntare all’ipotesi Calafati, di una città con almeno 20.000 studenti fuori sede; in ogni caso anche se il progetto avesse successo, (dobbiamo rifare un “tagliando” a questo ragionamento) non assicurerebbe comunque uno sviluppo economico, sebbene certo e radicato, tale da assicurare centinaia di nuovi posti di lavoro.

Nonostante alcune crisi aziendali, grazie alla battaglia vinta in Parlamento di destinare il 5% dei fondi della ricostruzione al rilancio economico e produttivo, il settore industriale, soprattutto in quello leader nella nostra città, del chimico-farmaceutico e dell’aerospaziale, mostrano tenuta e prospettiva. Grazie alla scelta dell’acquisto dell’ex sito Italtel abbiamo la nascita di Accord Phoenix e di altre imprese interessate. Ma anche in questo settore la crescita non assicurerà comunque , in tempi brevi, numeri tali da dare prospettive più forti, anche se resta l’obiettivo prioritario, soprattutto nel campo dei nuovi servizi ad altissima tecnologia e nei nuovi settori tecnologici.

In questo quadro va anche considerato che, finita la ricostruzione, il settore dell’edilizia mostrerà una prolungata contrazione, con negative ripercussioni l’occupazione ad esso legata. .

Abbiamo allora un altro settore sul quale investire scelte e risorse? A mio avviso vi è un campo di sviluppo nel nostro comprensorio caratterizzato da punti di forza enormi ed irripetibili, ma anche da cronici fattori di debolezza: il settore del turismo, o meglio dei “turismi”.

I punti di forza li conosciamo: i Parchi, il Gran Sasso, i Borghi, l’enogastronomia, la storia, le bellezze architettoniche, le nostre prestigiose istituzioni culturali, ma soprattutto il fatto che entro massimo 4 anni L’Aquila, ma anche le frazioni ed i nostri Comuni si presenteranno con centri storici fra i più belli d’Europa. I punti di debolezza sono la pressochè assoluta mancanza di infrastrutture moderne per il turismo di oggi e di domani e la pesante contraddizione che emerge dal fatto che , a fronte di un’aspettativa enorme dei cittadini, mai si è messo seriamente mano ad un approccio scientifico, industriale, a questo settore.

Sin dal 2001, tutti i sondaggi pre-elettorali condotti nel nostro comprensorio, alla domanda: “Su cosa dovrebbe puntare la città per il suo sviluppo” sempre, ed ancor più dopo il sisma, oltre il 30% degli aquilani come prima risposta indica le parole “turismo, Gran Sasso”.

D’altra parte vi è stato anche il recente fenomeno di alcuni giovani appassionati di montagna e con esperienze anche fuori dell’Abruzzo, che per il solo fatto di aver compreso la volontà dell’Amministrazione comunale di voler seriamente e finalmente investire sulla nostra montagna, si sono immediatamente organizzati e sono partiti con interessanti iniziative, anche di grande successo come il Festival della Montagna.

Dunque abbiamo il prerequisito per uno sviluppo locale: l’aspettativa del territorio; in altre parole il seme può essere gettato in un terreno pronto e fertile.

L’amministrazione comunale ha quindi deciso che il turismo potrà essere uno degli assi portanti del futuro sviluppo dell’intero comprensorio aquilano. Ne abbiamo tutte le possibilità e soprattutto possiamo e dobbiamo puntare su un elemento strategico: il turismo è legato a strutture ed investimenti che non potranno mai essere delocalizzate, come può accadere ad una fabbrica od un call center!!

Partiamo dal Gran Sasso.

80 anni fa era la stazione invernale più avanzata d’Europa. E’ rimasta così.

Mi sono chiesto, ci siamo chiesti: deve restare così o al contrario la nostra montagna può divenire un punto di forza della nostra economia, assicurando un richiamo turistico di qualità ed ecosostenibile per 12 mesi l’anno, divenendo locomotiva di trazione per tutti gli altri “turismi” che abbiamo come risorsa?

L’amministrazione comunale ha chiesto ad Invitalia di redigere il Piano Industriale per il rilancio del comprensorio turistico del Gran Sasso d’Italia, procedendo, entro la fine del mese di Aprile, ad emanare un bando di interesse per l’acquisizione, da parte di privati, della totale gestione ( non della proprietà che resterà agli aquilani) degli impianti e strutture recettive.

Il piano industriale prevede 40 milioni di euro di investimenti pubblici, 12 milioni a carico dei privati.

Per questo motivo il Comune dell’Aquila, già in possesso di 20Meuro, ha richiesto al tavolo di valutazione dei progetti per il rilancio economico e produttivo del cratere, altri 20Meuro, a far carico dalle somme del 5% del finanziamento per la ricostruzione. Abbiamo accompagnato la richiesta con un progetto, che è riportato in questo testo, che ha convinto il Governo.

Perché chiaramente questa richiesta va sostanziata e resa credibile. Guai se stessimo inseguendo la realizzazione di una cattedrale nel deserto. Ciò si può fare inquadrando l’operazione nell’ambito di tutte le idee, le azioni, gli investimenti che si stanno prevedendo, avviando e conducendo nel complessivo progetto del rilancio turistico, del cratere.

L’investimento di 52Meuro, permetterà la realizzazione di tutte le strutture previste nel piano d’area, con l’estensione delle superfici sciabili, la realizzazione di infrastrutture destinate alla fruizione invernale sinergica alla semplice discesa , ma anche investimenti degli sport legati alla fruizione estiva della montagna. A parte pubblico anche il Piano Industriale redatto da Invitalia, dove potrete seguire tutte le diverse articolazioni dello stesso.

Gli obiettivi del programma di investimenti sono tutti ricompresi nel “Progetto Speciale Territoriale per l’area di particolare complessità ScindarellaMonte Cristo”, approvato da Regione Abruzzo, Parco Nazionale Gran Sasso Monti della Laga e Comune dell’Aquila oltre 10 anni fa. Sono tutti compatibili con il principio IRRINUNCIABILE di uno sviluppo turistico ecocompatibile, anche perché si tratta soprattutto di sostituire vecchi impianti ormai in disuso, di sgradevolissimo impatto visivo ed ambientale.

A questo rilancio del Gran sasso come stazione estiva ed invernale seguono altre azioni.

Il Comune dell’Aquila, impegnato a redigere il nuovo PRG, ha deciso di proporne ed approvare, entro 12 mesi, un primo “piano stralcio”, destinato a pianificare le aree della base della funivia, Fonte Cerreto, dove sussiste la previsione, nel Piano d’Area, della realizzazione di cubature per infrastrutture recettivo-commerciali nell’area attualmente destinata al grande parcheggio. Sarà l’occasione per una rilettura del PRG, che consideri le vocazioni turistiche delle frazioni di Assergi e Camarda, poste a pochissimi km da Fonte Cerreto, che con una ricostruzione architettonica di recupero attento ed accurato, potranno divenire finalmente due piccoli centri di alto valore paesaggistico e culturale, con attività commerciali e recettive destinate al turismo. Uno slogan un pochino forzato è quello di farne rispettivamente la Peschici e la Vieste d’Abruzzo, ricalcando positive operazioni condotte in altre regioni. In particolare Assergi si presta a tale possibilità, anche considerando l’avanzato recupero della cinta muraria medievale.

Vi è poi da considerare, accanto al recupero edilizio dei due borghi, che restituiranno disponibilità di alloggi sicuri e ben ristrutturati, destinati anche al turismo, che sia ad Assergi che a Camarda vi sono due insediamenti del progetto CASE, che si stanno man mano liberando dagli sfollati post sisma. E’ intenzione del Comune affidare tali alloggi (centinaia) a cooperative locali per farne albergo diffuso con gli affitti di alloggi completi di tutti i servizi (compresa la cucina) e peraltro completamente arredati. Si creerà lavoro per i residenti, i nativi del luogo

Sempre in quell’area pedemontana, è intenzione del Comune ampliare ed asfaltare, con una pista ciclabile parallela, la strada , attualmente sterrata, che con 3 Km collega Aragno con Assergi.

Aragno è una piccola frazione dell’Aquila, oggi collegata, grazie ad una nuova strada, in meno di 8 minuti con l’area centrale del Castello. Ad Aragno abbiamo, in abbandono, l’antico borgo, violato da una serie di realizzazioni incongrue. Il Borgo è oggi in vendita a prezzi simbolici, e potrebbe essere oggetto di un recupero con la realizzazione di uno splendido albergo diffuso. Il tutto a 10 minuti da Fonte Cerreto. (Vi sono già imprenditori che stanno vagliando con interesse l’ipotesi di investimento).

La realizzazione della strada inserirebbe, nel circuito turistico, anche la frazione di Collebrincioni.

Ma anche gli altri Borghi dei Comuni pedemontani si stanno organizzando, in particolare quelli dell’area est.

La Regione Abruzzo, attraverso il lavoro del vice presidente Giovanni Lolli, responsabile turismo nella Conferenza Stato-Regioni, d’intesa con i Comuni dell’area del Gran Sasso, sta istituendo, proprio in queste settimane, il primo “Distretto Turistico della Montagna” d’Italia, collegato con le nuove associazioni costituite da tutti gli operatori turistici della montagna e della città, e coinvolgendo le filiere del settore enogastronomico e delle produzioni agricole di nicchia. Quest’ultimi sono oggi protagonisti di un nuovo impulso qualitativo e quantitativo, divenendo humus per un rilancio turistico.

Ma , sempre nell’ambito del rilancio turistico, vi è da segnalare che il Parco Nazionale Gran sasso Monti della Laga ha avviato, con il Comune dell’Aquila, la realizzazione di un grande parco faunistico nella zona di San Pietro della Jenca, a circa 8 minuti di macchina da Fonte Cerreto, base della funivia, a 5 minuti dall’uscita autostradale Assergi.

Il borgo antico della Jenca, è sede del primo Santuario di San Giovanni Paolo II, localizzato nella chiesetta che infinite volte lo ha visto raccolto in preghiera, meditazione o semplicemente a godere delle montagne che tanto amava. Già oggi, a distanza di un anno dall’erezione a Santuario, l’area e la Chiesa sono meta di pellegrinaggio da parte di cittadini italiani ed europei. Per tale motivo due anni fa il Consiglio Comunale ha stanziato le somme necessarie agli interventi minimi di infrastrutturazione per l’accoglienza dei pellegrini: bagni e parcheggi per auto ed autobus.

Contemporaneamente sta partendo la realizzazione , da parte di imprenditori privati, di un Parco Avventura proprio nell’area a Sud di Fonte Cerreto, destinata soprattutto ai giovanissimi, giovani e famiglie.

Altri imprenditori hanno proposto un bellissimo project financing per realizzare, sempre a Fonte Cerreto, un secondo e moderno Campeggio.

Ancora, la Regione Abruzzo, con i Comuni del comprensorio, da Capitignano, nei pressi del Lago di Campotosto, sino a Molina, nella Valle Subequana, è impegnata nella realizzazione di una pista ciclabile, lungo il fiume Aterno, della lunghezza di oltre 60 km, destinata successivamente a raggiungere quella che si snoda lungo l’intera costa adriatica abruzzese. La pista, che è ormai n tutta europa considerata una delle infrastrutture più ricercate dai turisti, si snoda al fianco della Ferrovia L’Aquila –Sulmona, per cui si sta progettando, come da esperienza in altri paesi europei, una sinergia funzionale pista ciclabile-ferrovia, bicicletta-ferro. Capofila e soggetto attuatore dell’intera opera sarà il Comune dell’Aquila, che si appresta a bandire la gara per la realizzazione di un primo tratto, quello che attraversa il Comune Capoluogo.

Va ricordato che nel nostro Comune abbiamo anche un bellissimo Campo da Golf, “il San Donato Golf”, con annesso uno dei pochissimi alberghi , di gran qualità, che attualmente abbiamo nel nostro comprensorio. Chiaramente il richiamo turistico a livello nazionale ed internazionale di un campo da Golf singolo è piuttosto limitato. Se nei prossimi anni riuscissimo a realizzare almeno altri due campi, anche nelle immediate vicinanze in altre provincie e regioni, anche questo segmento sportivo diverrebbe un grande volano turistico.

Infine, in termini di possibilità di accoglienza, vi è da segnalare che, in sede di stesura del documento preliminare per la redazione del nuovo PRG, è emerso che tra massimo 5 anni, una volta conclusa l’intera opera di ricostruzione dei borghi e del capoluogo, il Comune dell’Aquila disporrà di abitazioni per una popolazione pari a 163.000 persone, più del doppio dell’attuale. Eguale recupero di abitazioni in passato con minore qualità abitativa , si va realizzando con la ricostruzione nei comuni vicini del cratere.

Questa grande disponibilità di accoglienza, e disponibilità di alloggi restaurati e ristrutturati in sicurezza antisismica, permette di guardare con interesse alla possibilità sia di realizzare un grande albergo diffuso, sia di concretizzare ed importare – realizzando importanti infrastrutture turistiche per la fruizione estiva ed invernale sia della montagna che dell’intero patrimonio naturale- il modello rivelatosi vincente in Toscana, Umbria ( e che stava iniziando a manifestarsi nell’aquilano alla vigilia del sisma) dell’acquisto o affitto di case vacanza da parte sia di italiani che soprattutto di olandesi, tedeschi ed inglesi.

Con questi presupposti, in queste settimane si sta anche registrando un interesse particolare, da parte degli imprenditori edili impegnati nella ricostruzione , al settore del turismo. Costoro, che in questo periodo stanno realizzando notevoli guadagni, nella consapevolezza che nei prossimi 20-30 anni non vi sarà più campo per investire nella realizzazione di nuove abitazioni, stanno prendendo in considerazione di investire in infrastrutture e servizi al turismo.

Altri imprenditori stanno proponendo un project financing per il rilancio turistico di Monteluco e della Pinea di Roio, tanto cara agli aquilani, con recupero delle due strutture recettive, la realizzazione di un percorso vita, un parco giochi, un parco avventure. Pensiamo al richiamo che potrebbe avere sull’utenza romana quest’area tornata alla sua originale bellezza.

Il quadro che si delinea quindi, è quello di porre questa zona dell’Abruzzo interno in condizioni di poter rappresentare una struttura nel Centro-Sud capace di offrire gli stessi servizi ed occasioni oggi appannaggio solo delle aree alpine del Nord Italia. In altre parole, possiamo entrare, finalmente a pieno titolo, nel settore delle settimane bianche (non più quindi il turismo mordi e fuggi) e delle ferie estive in montagna (rispetto all’escursione di uno, massimo due giorni che oggi abbiamo).

Ciò sarà possibile grazie anche alle sinergie, per gli sport invernali, con Campo Felice ed Ovindoli, per l’estate con le iniziative culturali e le bellezze dell’intero comprensorio. Sapendo che al centro di questo sistema avremo uno dei centri storici più belli, che al recupero degli storici aspetti architettonici, offrirà tutti i vantaggi della città smart.

Il segreto è quello di offrire una fruizione turistica a 360°: infrastrutture si, ma senza alterare la voglia di vivere una settimana completamente immersi nella pace e tranquillità dei nostri borghi e della nostra natura intatta.

Il piano industriale di Invitalia, che pubblico a parte per aprire un dibattito sia in Consiglio Comunale che con gli altri Sindaci del comprensorio ed i cittadini, prevede che a regime (vale a dire tra tre anni) dai soli investimenti che si faranno sul Gran Sasso, potranno derivare dai 2000 ai 2500 nuovi posti di lavoro nell’indotto.

Un tale indotto, destinato ad aumentare con le altre iniziative in atto o in corso di progettazione, e soprattutto con quelle che nasceranno dall’imprenditoria locale, a sua volta determinerà un nuovo assetto economico, migliore, con domande di lavoro in tutti i settori, dalla scuola, alla sanità, servizi artigianali, ma soprattutto commercio.

Chiaramente una città attraente dal punto di vista dell’offerta dei turismi, sarà più competitiva ed attrattiva anche per gli studenti universitari e per imprese che vorranno investire nel nostro comprensorio

Il 20 maggio a Roma vi sarà la riunione del Comitato di Valutazione per gli Investimenti del 5% delle risorse della ricostruzione. In quella sede avremo il via libera al nuovo finanziamento per altri 20 milioni, che passerà per una delibera CIPE già predisposta.. Subito dopo Invitalia pubblicherà il bando di interesse per la gestione privatistica dell’intera stazione. Insomma, si parte.

E’ arrivato finalmente il momento di dare una risposta alla domanda che mi girano spesso gli operatori alberghieri. Mi raccontano di ricevere telefonate di potenziali turisti che vorrebbero venire a trascorrere qualche giorno sul Gran Sasso, sia per sciare, che in estate per escursioni o altri sport più impegnativi. Questi potenziali clienti, ad un certo punto rivolgono la domanda :” scusi, mentre io scio (o arrampico o vado in bike ecc) , mia moglie con il bambino cosa può fare?”. Oggi non abbiamo risposte credibili. Presto le avremo.

Dopo 80 anni, dopo l’intuizione e la volontà di Adelchi Serena, riprendiamo finalmente il cammino!”[/i]

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