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Paganica Rugby, una stagione in 80 minuti

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Massima determinazione a non risparmiarsi, giocando l’uno per l’altro e mettendo in campo ogni energia residua per vincere e dare quindi concretizzazione all’obiettivo dichiarato di inizio stagione, ossia la permanenza in Serie B. Il Paganica Rugby dovrà approcciare così l’ultimo impegno della stagione, il match che, domenica prossima, calcio d’inizio alle ore 15, vedrà di scena allo Iovenitti i toscani della Emergenti Cecina.

Il XV di coach Sergio Rotellini arriverà alla partita con due punti di vantaggio (14 contro 12) sulla Union Viterbo, diretta concorrente nella corsa per evitare la retrocessione. Dopo la gara con i rossoblu cecinesi (già condannati alla discesa nella serie inferiore) non ci saranno ulteriori prove d’appello, ne margini per recuperare. Prima di scendere in campo, quindi, sarà fondamentale che ogni giocatore rifletta bene sul cammino fatto, sui sacrifici sostenuti, sul sudore versato a ogni allenamento, a ogni partita, in ciascun punto d’incontro, touche o ingaggio di mischia.

Nulla di tutto questo deve andare vanificato, anche e soprattutto in considerazione degli sforzi fatti dal Paganica per arrivare a conquistarsela, la Serie B, con anni di campionati regionali dominati, ma poi di spareggi promozione stregati e persi quasi sempre sul filo di lana.

Questo fino alla scorsa stagione, quando il vento è cambiato e, eliminando prima il Forlì 1979 e poi i Lions Amaranto Livorno (surclassati in casa e contenuti in Toscana), il XV rossonero ha potuto far esplodere tutta la gioia e insieme la rabbia sportiva di chi, dopo aver sofferto e talvolta fallito, comunque non smette di lavorare duro, andare avanti a testa alta per raggiungere finalmente l’agognato traguardo.

Tornando alla partita Cecina già retrocessa, nel più puro spirito rugbistico, non regalerà niente, e allora il Paganica dovrà stringere i denti e costruire gioco con pazienza, senza farsi prendere dall’ansia e non pensando al tabù di una vittoria interna che manca ormai dal 14 dicembre scorso (ironia della sorte, in quel 31-3 gli avversari erano proprio i tirrenici allenati da Ceccherini).

Sicuramente il pubblico risponderà presente e darà il suo contributo in termini di sostegno, ma dovranno essere i quindici in campo (più tutti quelli che, almeno inizialmente, sederanno in panchina) a farsi trovare concentrati e determinati per fare proprio questo vero e proprio appuntamento con la storia. Serviranno uomini, prima ancora che giocatori e, se l’impresa si compirà, tutti loro diventeranno, almeno per un giorno, eroi in rossonero.

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