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Gsa, Cialente: «Sono stupito e infastidito»

«Leggo con sorpresa e fastidio il comunicato a firma di 8 consiglieri di maggioranza e del consigliere Ludovici del Gruppo Misto che, probabilmente, riscoprendosi animato da un’improvvisa preoccupazione per i futuri destini del centro sinistra aquilano, è rientrato in maggioranza giusto per i pochi secondi necessari a sottoscrivere il documento». Il sindaco di L’Aquila, Massimo Cialente, torna sulla questione a seguito delle ultime dichiarazioni.

«Mi stupisce che alcuni fini esponenti politici, di grande esperienza e grande peso politico all’interno dei loro partiti, non abbiano compreso quello che è successo durante l’Assemblea della Gran Sasso Acqua.

Circa 40 giorni fa, infatti, la nomina del nuovo consigliere era stata portata all’attenzione di quest’ultima. Chiesi che, in analogia a quanto avviene nel Comune dell’Aquila, venisse indetto un apposito bando per la presentazione delle candidature, accompagnate dal curriculum. Ne sono arrivate 36. Da contatti con i sindaci, per proseguire la politica che ha sempre condotto la società Gran Sasso Acqua, quella cioè di assicurare una gestione la più possibile unanime e concorde fra tutti i 36 Comuni che vi aderiscono, dal momento che il presidente è un notissimo esponente del centro sinistra, più volte riconfermato, si è concordato di nominare, per questi 11 mesi, fino al rinnovo del Cda, un esponente di centro destra», continua il primo cittadino.

«Credo, peraltro, che questa impostazione sia giusta, anche perché la scelta di lavorare in modo concorde e sereno, da parte di tutti i sindaci, che hanno pari diritti e pari dignità, ha reso l’azienda forte, efficace ed efficiente nelle sue attività, se è vero, come è vero, che ieri ha chiuso il bilancio con un attivo di quattro milioni di euro. La migliore azienda d’Abruzzo, dunque, nella gestione del ciclo integrato delle acque.

Nell’assemblea di ieri, da parte di alcuni sindaci, non solo di centro destra, l’unico nome proposto è stato quello di Salvatore Santangelo, eletto all’unanimità, con la sola astensione del sindaco di Villa Sant’Angelo Pierluigi Biondi che, però, non ha proposto alcuna candidatura alternativa».

«Il tono del documento, che resuscita in maggioranza persino Ludovici, tuttavia, è tale da indurmi ad alcune riflessioni di carattere politico. Da qualche mese, infatti, rilevo una strana fibrillazione nella maggioranza, quasi che qualcuno stia già pensando al rinnovo del Consiglio comunale, a come posizionarsi o a cercare visibilità, e portando nel Comune dell’Aquila tensioni tra i partiti politici presenti in Parlamento o all’interno di correnti di partito. Vorrei ricordare che gli aquilani hanno votato il centro sinistra perché governasse la fase più difficile della nostra storia degli ultimi secoli e non per renderci piccoli protagonisti di giochi politici».

«Ci sono da ricostruire le case, il tessuto sociale e quello economico e c’è da individuare il progetto strategico di sviluppo di una città. Venir meno a quest’obbligo morale è vera ignominia. Il passaggio in cui si parla di un sindaco che si preoccupa della selezione del suo successore, poi, è politicamente volgare. Sta ai partiti aquilani, e soprattutto ai firmatari di questo documento, creare le premesse per arrivare pronti all’appuntamento, ancora lontano, del 2017. Io, personalmente, mi sto preoccupando solo di portare al maggio 2017 la città e il suo comprensorio alla migliore meta possibile. Dopo di che passerò il testimone agli altri, persino al resuscitato Giuseppe Ludovici! A questi esponenti di maggioranza, che non si sono fatti sfuggire la libidinosa occasione di fare un comunicato stampa contro il sindaco, vorrei sommessamente dire che “i confini invalicabili del centro sinistra” non si difendono solo nel Comune dell’Aquila ma anche nella città territorio. Loro, esponenti di spicco di importantissimi partiti, sono mobilitati per le elezioni comunali che interessano molti Comuni del nostro territorio?».

«Sanno loro, e lo stesso Pd, che addirittura in un importante Comune il centro sinistra non avrà una sua lista né il suo candidato sindaco? Proprio perché non ho smarrito [i]“i confini del senso dell’appartenenza”[/i], ribadisco, ancora una volta, a tutti i cittadini, quelli che mi hanno votato e quelli che non mi hanno votato, che io continuerò, con i miei collaboratori, l’incredibile opera che stiamo portando avanti. Il tutto parlando sempre chiaramente e dicendo la verità, anche cruda, ai cittadini».

«Questa – conclude il sindaco – è la nuova politica, mentre il comunicato a firma dei consiglieri di maggioranza, quello sì, è espressione della vecchia politica. Il bello delle città di provincia, motivo per cui amo vivere in questa città, è, peraltro, che di ciascuno di noi si conosce la storia personale, sul luogo di lavoro e in politica.

Detto questo, se qualche partito o qualche consigliere pensa o sente che è arrivato il suo momento o che si debba andare a casa, lo dica, esca dalla maggioranza, lo spieghi ai cittadini e porti la città al voto. Altrimenti si rimbocchi le maniche e ci aiuti a lavorare».

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