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Alpini, Luca racconta la ‘favola’ di suo nonno

‘Scova l’alpino che hai in famiglia e racconta la sua storia’ è il titolo del concorso riservato agli studenti della scuola media secondaria di 1° grado della Regione Abruzzo e promosso dal Comitato “Aspettando L’Aquila 2015” in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale.

Il concorso è stato indetto con la finalità di contribuire a divulgare la conoscenza del Corpo degli Alpini e di coinvolgere gli adolescenti in occasione della 88esima Adunata Nazionale degli Alpini che si terrà a L’Aquila il 17 maggio 2015. Una apposita commissione di valutazione ha selezionato i vincitori.

Primo classificato, vincitore assoluto del premio è l’alunno Luca Ursini di classe I C dell’Istituto Comprensivo Mazzini-Patini dell’Aquila, sede Mazzini, con il testo dal titolo La storia di mio nonno e Cavolo Fiorito.

[i]“Avevo soltanto 10 anni quando mio nonno mi raccontò una storia, alla quale all’inizio non volevo credere. Sembrava una favola: nel settembre del 1957, all’età di 22 anni, mio nonno materno, Francesco De Vito, partì per prestare il servizio militare con la storica divisione “Julia” degli Alpini dell’Aquila. La sua destinazione era Bassano del Grappa, nelle Prealpi Venete. Il suo ruolo era artigliere di montagna, conducente di un mulo chiamato Cavolo Fiorito.

Durante il servizio militare, che durava diciotto mesi, i soldati usavano i muli, che li aiutavano nel trasporto delle armi. Cavolo Fiorito – era proprio questo il suo nome – era un grande esemplare di colore bianco, con delle macchie marroni su tutto il corpo.

In quell’invernata, che fu molto rigida, mio nonno e i suoi compagni dovevano salire sempre più in alto e marciavano con i propri muli, con zaini che pesavano più di 40 chili, con i fucili in spalla, cantando a squarciagola gli inni degli alpini, come “Sul cappello”, “Il Piave mormorò”, “L’inno del capitano” e “La violeta”. Nonno Francesco portava con sé anche una piccola sacchetta, in cui c’erano le zollette di zucchero per Cavolo Fiorito.

Ed ecco quello che accadde: un giorno la squadra di soldati inizia la solita marcia, tra le intemperie, nella neve, con il vento fortissimo e con ai piedi scarponi durissimi. Bisogna arrivare in cima, in fila, soldati e muli. Improvvisamente, una grande massa di neve si stacca e investe la colonna alpina. Cavolo Fiorito si accorge del pericolo e con una veloce mossa si frappone fra mio nonno e la slavina, coprendolo ed evitandogli di essere investito. Fortunatamente, sia il mulo che mio nonno rimangono illesi. Non solo. Cavolo Fiorito si avvicina verso il suo conducente e gli lecca il viso. Mio nonno lo ringrazia con le zollette di zucchero, di cui è goloso. Ma non esiste ricompensa abbastanza grande per chi gli salvato la vita.

L’amicizia fra l’artigliere di montagna Francesco De Vito e Cavolo Fiorito, il suo mulo fedele, non finì: durante le lunghe e fredde notti invernali mio nonno dormiva riparato dalla sua pancia. E così si scaldava.

Cavolo Fiorito è stato con lui fino alla fine del servizio militare: quando si sono dovuti separare, mio nonno aveva le lacrime agli occhi. E secondo lui, e io gli credo, anche Cavolo Fiorito piangeva”[/i].

(Luca Ursini, classe 1C, scuola superiore di primo grado Giuseppe Mazzini).

La cerimonia di premiazione avrà luogo in data 4 maggio 2015 alle ore 10 presso l’Auditorium del Parco a L’Aquila.