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Puntellamenti, «E’ ora di fare chiarezza»

«La vicenda dei puntellamenti la denunciammo con forza ben prima che scoppiasse l’inchiesta “do ut des”; le risposte alle nostre domande furono solo insulti. Poi seguirono le dimissioni del sindaco successivamente ritirate», così si esprimono in una nota gli esponenti dei gruppi consiliari ‘Appello per L’Aquila’ e ‘L’Aquila che vogliamo’.

«Oggi si va delineando un quadro che ci era già chiaro da tempo: lavori per centinaia di milioni di euro sono stati affidati in buona parte tramite raccomandazioni da parte di assessori e consiglieri comunali, di maggioranza ed opposizione. Una spartizione che a noi appare essere stata pianificata scientificamente e politicamente».

«Al di la dei profili penali, – prosegue la nota – su cui la magistratura sta indagando, al tavolo imbandito si sono seduti in molti, nel classico atteggiamento spartitorio che caratterizza la politica locale».

«Il Sindaco nega di essere il capotavola, ma anche volendo credergli, non possiamo pensare che non si fosse accorto di nulla, che i suoi assessori e consiglieri agissero completamente fuori controllo. La sua è una responsabilità politica pesantissima, che si somma a quella di aver scelto l’allora consigliere Tancredi e il dirigente Di Gregorio come garanti di un’operazione da centinaia di milioni».

«Se si voleva trasparenza certo non ci affidava a tali persone, invece volendo garantire gli interessi di “alcuni”, insieme a quelli dei partiti, quelle erano le scelte da privilegiare. Centinaia di cittadini lo capirono immediatamente e reagirono sdegnati.

I partiti di maggioranza, ma anche di opposizione, sono oggi silenti come lo furono nei giorni dello scaldalo, in cui gridarono solamente al complotto ordito dall’esterno per coprire le proprie responsabilità. Compresa la parte “giovane” di quei partiti, quelli che dicono di voler cambiare le cose …

E’ ora di fare chiarezza su quella vicenda, la verità non è solo quella giudiziaria ma è anche quella che è sotto gli occhi di tutti: quel modo di agire, raccomandare, costruire clientele è ancora oggi il modus operandi diffuso, principale causa dello sfacelo etico, politico e amministrativo quotidiano».

«Una situazione, per dirla con le parole del procuratore, penosa, non più tollerabile e che va demolita cambiando la classe politica di questa città.

Per le operazione di smantellamento dei puntellamenti, continuiamo a chiedere da quasi due anni di verificare puntualmente, e non a campione, se le quantità dei materiali smontati corrispondano a quelle pagate a consuntivo alle ditte che a loro tempo eseguirono i lavori di messa in sicurezza.

Richiesta mai accolta, farebbe infatti saltare il banco. Si vuole trasparenza? Si inizi da qui», questa la conclusione degli esponenti.