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Bandi co.co.co. Regione, Febbo: «I miei dubbi sono diventati realtà»

«Come volevasi dimostrare, i miei dubbi sono diventati amara realtà e i 12 incarichi co.co.co nel settore gestione rifiuti, su cui avevo sollevato numerose perplessità, sono stati assegnati dalla Regione ad 11 dei 12 che avevano già prestato servizio all’interno dell’amministrazione; il dodicesimo non ha partecipato». E’ quanto dichiara il presidente della Commissione di Vigilanza Mauro Febbo.

«Ora – prosegue Febbo – mi aspetto che l’assessore Mazzocca intervenga per dirci che è tutto regolare, che è andata come lui aveva anticipato e spiegato e che l’ente ha agito nel pieno rispetto delle regole e dei cittadini. Ma così non è, non solo perché hanno scelto una procedura inadatta, ma sono stati presi in giro tutti quegli abruzzesi, giovani soprattutto, che hanno presentato domanda di partecipazione ad avvisi pubblici di cui l’esito era già ampiamente scontato».

«Nessuno vuole opporsi alla stabilizzazione dei lavoratori – aggiunge Febbo – ma portarla a termine seguendo le procedure adottate da questo Governo regionale di centrosinistra significa fare un concorso “farsa”, dove si sa già a chi è diretto e per quali finalità: ci sembra un po’ troppo. Tra l’altro torno a ribadire che al momento dell’emanazione del bando non c’era neanche la copertura finanziaria trovata (a forza) solo due mesi dopo la mia interpellanza e dopo aver convocato in Commissione Vigilanza i dirigenti e i responsabili. Copertura finanziaria su cui continuo a nutrire dubbi e perplessità, almeno per la parte di 76.000 euro sui complessivi 360.000».

«Per stabilizzare i dipendenti non si fa un concorso per co.co.co – sottolinea Febbo – ci sono altri i percorsi da seguire, come dovrebbe sapere l’assessore Mazzocca o chi per lui».

«Nonostante le mie segnalazioni su questa “sveltina” – conclude Febbo – e nonostante la mia diffida inviata a presidente della Regione e direttore generale per chiedere la sospensione delle procedure, tutto è andato avanti come se niente fosse e in un’indifferenza generale che lascia di stucco. Mi auguro solo che nessuno degli esclusi faccia ricorso e blocchi l’iter burocratico per cui gli uffici rimarrebbero ancora inattivi come in tutti questi mesi, così come denunciato pubblicamente da Confindustria. A dimostrazione, se ve ne fosse ancora bisogno, di quanto sia lenta questa Regione».