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Tendinopatie, il San Salvatore punta sul plasma

Circa 600 persone – tra atleti professionisti, semplici dilettanti e appassionati di sport – vengono curate ogni anno per problemi di tendinite e, grazie alla medicina rigenerativa, da molti anni praticata dal centro Trasfusionale del San Salvatore con plasma ricco di piastrine, riescono a guarire nel 90% dei casi. Un’alta percentuale di successo per una patologia che pregiudica o condiziona pesantemente lo svolgimento di professioni agonistiche e l’adozione di salutari stili di vita (footing, semplici passeggiate e così via).

«Gli eccellenti risultati e gli elevati standard di sicurezza e tracciabilità, che assicurano la ‘ricostruzione’ di tutti i passaggi delle operazioni compiute nel Centro Trasfusionale – spiegano i portavoce della Asl dell’Aquila – sono il risultato di un’attività iniziata al San Salvatore agli albori di questa terapia. Ormai già diversi anni fa, a Chicago e a Vienna, i medici del San Salvatore portarono le prove di quelle che allora erano solo terapie sperimentali: non a caso L’Aquila fu la seconda in Italia a intraprendere questa modalità di cura, fondata su preparati a base di piastrine che favoriscono la rigenerazione dei tessuti. La grande esperienza maturata nel settore assicura oggi una mobilità attiva di circa il 25%: in sostanza, 150 dei 600 pazienti curati al San Salvatore vengono dal Lazio (provincia di Rieti e Roma), Campania (soprattutto Avellino), Marche e, per l’Abruzzo, dalla provincia di Pescara».

«I trattamenti consentono, nei casi in cui è possibile praticarli, di risolvere il problema ai tendini, che blocca o pregiudica notevolmente la funzionalità della parte anatomica, evitando l’intervento chirurgico – precisano i portavoce della Asl – La metodica si basa sulla preparazione del Prp (plasma ricco di piastrine) che si ottiene con il sangue dello stesso soggetto da curare (a cui si fa il prelievo), sangue che viene centrifugato e adeguatamente manipolato nel centro trasfusionale dell’Aquila, diretto dal dottor Luigi Dell’Orso. Il preparato del Centro trasfusionale viene poi somministrato in ambulatorio dall’ortopedico alla persona affetta da tendinopatia e, più in generale, da condropatie (malattie con degenerazione delle cartilagini delle articolazioni), favorendo la rigenerazione dei tessuti».

«Il Prp – spiega la dottoressa Anna Rughetti, che si occupa da molti anni di questo tipo di terapia – ha un utilizzo predominante in ortopedia, come nel caso della tendinite, ma vi si ricorre per altre patologie come tessuti ossei, ulcere varicose, cartilagini e piaghe da decubito. Per tendinopatie e condropatie la guarigione è del 90%, per la spalla attorno al 60%, di valore medio per la tendinite achillea o fascite plantare (dolore al tallone). Abbiamo risultati importanti anche per le cosiddette pseudo artrosi, conseguenti a fratture che dopo 6 mesi non guariscono e che, col trattamento Prp, si risolvono in tempi molto rapidi».

Molto rilevante è il ricorso a questa terapia nel settore maxillo-facciale dell’ospedale di L’Aquila, in uso da molti anni e praticata con successo dal professor Tommaso Cutilli. Gli altri specialisti che si avvalgono delle soluzioni di plasma ricco di piastrine, allestite dal trasfusionale del San Salvatore, sono radiodiagnostica interventistica, riabilitazione e fisiatria.

Le tendinopatie, il problema più diffuso, interessa anche soggetti giovani, dai 20 anni in su. Le richieste di utenti, tuttavia, non hanno un’età specifica e riguardano anche persone mature, anche di 60-70 anni. Complessivamente, per la medicina rigenerativa, ogni anno si effettuano all’Aquila circa 1.500 prestazioni in ambulatorio.