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Liberarono Bologna, aquilani tornano a palazzo D’Accursio

Il 21 aprile del 1945 Bologna veniva liberata dai tedeschi. Tra i primi ad entrare in città i ragazzi della Brigata Majella. E questa mattina, alle celebrazioni del 70esimo anniversario, erano ancora presenti due di quei ragazzi che allora avevano 15 e 19 anni: Ennio Pantaleo di Sulmona e Arnaldo Ettorre dell’Aquila.

La cerimonia, assai toccante nel ricordo di un giorno storico, si è svolta in piazza Nettuno a pochi metri dalla sede del Municipio di palazzo D’Accursio, in piazza Maggiore, cuore del capoluogo emiliano, che venne liberato proprio dall’ingresso dei patrioti della Brigata Maiella.

In un breve discorso Nicola Troilo, figlio del comandante della Brigata Maiella, Ettore, ha ricordato il cammino dei patrioti abruzzesi verso Bologna, cominciando la lotta resistenziale contro l’invasore nazista in sole quattrocento persone ed arrivando nel capoluogo emiliano in millecinquecento. Un ricordo pieno di commozione e orgoglio per la fierezza e l’eroismo che distinsero gli uomini della Brigata Maiella.

Presenti anche il Comune di Sulmona con il gonfalone e il presidente della Fondazione Brigata Majella Antonio Mattoscio, oltre a una delegazione provinciale dello Spi Cgil dell’Aquila.

Il sindaco di Bologna, Virginio Merola, ha espresso la gratitudine della Città per l’eroico impegno profuso dai patrioti abruzzesi nella Liberazione del capoluogo emiliano e per la rinnovata testimonianza di affetto offerta oggi alla Città di Bologna, commemorando quei giorni e confermando un legame profondo con i valori di libertà, giustizia e democrazia, per i quali si batterono, finanche al sacrificio della propria vita, quanti parteciparono alla lotta di Resistenza contro la dittatura fascista e contro l’invasore tedesco.

A conclusione della giornata i rappresentanti istituzionali, i patrioti e i delegati dello Spi-Cgil hanno deposto un mazzo di fiori ai piedi del monumento che a Bologna ricorda la lotta e il sacrificio dei patrioti della Brigata Maiella.