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Casa dello studente, inizia l’appello

di Roberta Galeotti

Inizierà domani mattina, presso la Corte d’Appello di L’Aquila, la prima udienza del processo d’appello per il crollo della casa dello studente.

Il Procuratore generale Alberto Sgambati dovrebbe chiedere la conferma della sentenza.

Sotto le macerie dell’edificio, che non resse alla scossa delle 3.32, morirono otto giovani universitari: Luca Lunari, Marco Alviani, Luciana Capuano, Davide Centofanti, Angela Cruciano, Francesco Esposito, Hussein “Michelone” Hamade e Alessio Di Simone.

Il giudice di primo grado, Giuseppe Grieco ha disposto condanne da quattro anni a due anni e sei mesi, per omicidio plurimo e lesioni; un risarcimento danni per circa due milioni di euro per i parenti e assolto quattro imputati perché ‘il fatto non sussiste’, mentre per altri due ha deciso per il ‘non luogo a procedere’.

Le condanne. A quattro anni di reclusione sono stati condannati Bernardino Pace, Pietro Centofanti e Tancredi Rossicone, tecnici autori dei lavori di restauro del 2000 che, secondo l’accusa, avrebbero ulteriormente indebolito il palazzo, che già presentava vizi costruttivi all’epoca della sua edificazione negli Anni ’60. A due anni e sei mesi è stato condannato Pietro Sebastiani, tecnico dell’azienda per il diritto agli studi universitari. I quattro condannati sono stati anche interdetti dai pubblici uffici per 5 anni. A loro toccherà, inoltre, pagare provvisionali ai parenti delle giovani vittime: il giudice, infatti, ha disposto il pagamento di 100mila euro a ciascun genitore delle vittime e di 50mila euro a ogni fratello o sorella. Numerose le parti civili a cui è stato riconosciuto un risarcimento provvisionale. Tra queste il Codacons, Cittadinanza attiva e il Comune dell’Aquila, a cui sono stati riconosciuti 5mila euro ciascuno.

Le assoluzioni. “Per non aver commesso il fatto” assoluzione per Luca D’Innocenzo, presidente Adsu dell’epoca, Luca Valente, nel 2009 direttore Adsu, Massimiliano Andreassi e Carlo Giovani, tecnici autori di interventi minori. Il non luogo a procedere è stato disposto per Giorgio Gaudiano, che negli Anni ’80 ha acquisito la struttura da un privato per conto dell’Ateneo aquilano, e Walter Navarra, che ha svolto lavori minori in passato. Per loro, che avevano scelto il giudizio ordinario, il processo era nella fase dell’udienza preliminare. Non luogo a procedere anche per le quattro persone morte durante il processo. La sentenza accoglie così tutte le richieste della Procura.

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