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Natale di Roma 2015

di Andrea Giallonardo

Queste parole sono tratte dall’Inno a Roma, scritto nel 1919 da Fausto Salvatori e messo in musica da Giacomo Puccini,il testo è deliberatamente ispirato al CARMEN SAECULARE di Orazio e fu redatto per onorare le vittorie ottenute dalle truppe italiane durante gli ultimi mesi della Prima Guerra Mondiale. Il CARMEN SAECULARE fu invece redatto da Orazio nel 17 AC, in esso l’autore celebrava la grandezza di Roma ed augurava alla città un grande futuro ed una fama eterna; furono parole profetiche in quanto martedì 21 aprile 2015 la nostra amata Capitale compirà duemilasettecentossessantotto anni.

Intorno al 753 AC gruppi di pastori, mercanti ed agricoltori stabilirono un insediamento di poche capanne presso un tratto del fiume Tevere che favorisse i commerci e si prestasse alla coltivazione,difficilmente avrebbero immaginato che quell’insignificante insediamento sul Palatino, chiamato dagli Etruschi Ruma, avrebbe dominato e civilizzato il mondo conosciuto, superato secoli bui e sanguinosi, ispirato l’Umanesimo ed il Rinascimento, infiammato gli animi di generazioni di patrioti italiani e che infine sarebbe diventato, nel 1871, la Capitale del Regno D’Italia e successivamente, nel 1946, della Repubblica Italiana.

Ebbene martedì 21 aprile, data a cui la tradizione fa risalire la sua nascita, Roma potrà vantare due millenni ed oltre sette secoli di vita e sarà festeggiata come merita una città che ha posto le basi della civiltà in cui viviamo. Le celebrazioni avranno inizio il 19 aprile e culmineranno martedì 21 con la solenne celebrazione dei PALILIA, ossia la rievocazione della festa con cui anticamente si celebrava questa ricorrenza. La mattina di domenica 19 il Gruppo Storico Romano e tantissime altre associazioni rievocative italiane e straniere confluiranno al Circo Massimo per dar vita al più grande corteo storico del mondo. Alle ore 10:30, dopo la COMMISSIO FERIARUM, ovvero il rituale dell’accensione del fuoco, sarà dato il via ai festeggiamenti ed il corteo percorrerà Via Petroselli, Piazza Venezia per giungere infine in Via dei Fori Imperiali; dalle ore 16:00 alle ore 18:00 i vari gruppi storici intervenuti si esibiranno nelle loro attività e la giornata sarà chiusa dalla battaglia tra le legioni ed i gladiatori di Spartaco

Lunedì 20 e martedì 21 sarà realizzato, presso il Circo Massimo, un percorso didattico – divulgativo in cui saranno esposti reperti relativi ai vari aspetti della vita romana come la cucina, la medicina, la religione, la scuola, il mondo femminile e la vita militare; i visitatori saranno accompagnati da guide messe a disposizione dal Gruppo Storico Romano. Sono previsti inoltre incontri e conferenze tenuti da esperti del settore e da docenti dell’Università di Roma. Martedì, come già detto, avranno luogo i PALILIA, anticamente chiamati anche ROMAIA, cerimonia in cui sarà rievocato anche il leggendario tracciato del solco da parte di Romolo.

Per l’occasione i Fori Imperiali beneficeranno, nelle ore notturne, di un nuovo progetto di illuminazione permanente finanziato dalla multinazionale UNILEVER, un grande esempio, questo, di mecenatismo culturale. Il progetto di illuminazione è stato ideato da Vittorio Storaro il cui talento ha già illuminato decine di set cinematografici vincendo anche tre premi oscar. Sotto la guida di Storaro è stato quindi realizzato un impianto di illuminazione che fornirà ad ogni singolo monumento i propri “riflettori”, vale a dire che ogni opera avrà una propria illuminazione adatta a risaltarne gli elementi architettonici ed artistici.

“POSSIS NIHIL URBE ROMA VISERE MAIUS”, “che tu non possa mai vedere nulla di più glorioso della città di Roma” dice Orazio rivolto al sole ed il suo augurio, si può dire, è stato realizzato poiché la fama ed il prestigio di ciò che Roma fu ha attraversato i secoli indenne e mai eguagliato; il Medioevo non lo dimenticò, Petrarca ce lo insegna nella canzone Italia Mia e Cola Di Rienzo, l’ultimo dei tribuni, aveva come punto di riferimento nella sua infelice esperienza politica proprio l’antica grandezza dell’Urbe, in particolare quelle virtù connesse alla tutela del bene comune che fecero grande la società romana. La continuità ideale con la VIRTUS latina fu un faro che durante il Risorgimento guidò schiere di patrioti in eroiche e spesso disperate imprese in nome dell’Italia Unita, al Natale di Roma brindarono, il 21 aprile 1849, i garibaldini ed i mazziniani durante la breve esperienza della Repubblica Romana quasi avessero raccolto l’appello di Manzoni che nel 1822, tramite il coro dell’atto terzo dell’Adelchi, esortò gli italiani ad uscire “dai fori cadenti” e ritrovare “l’orgoglio d’un tempo che fu”.

Separare il concetto stesso di Italia dal retaggio di Roma è cosa impossibile se non impensabile, a parte qualche ottuso figuro vestito di verde, certamente non bisogna adagiarsi sugli allori poiché si tratta di un’eredità che va difesa e coltivata. I giganti della letteratura che ho citato non hanno certo mancato di esortare gli italiani a dimostrarsi degni di una tale eredità culturale e inorridirebbero se potessero vedere l’incuria che mostriamo verso siti archeologici e monumenti oppure lo scarsissimo senso civico di cui spesso diamo prova; è triste vedere, parafrasando Montanelli, come quando in Italia si dica “forza Roma” ci si riferisca ad una mera squadra di calcio.

Negli ultimi anni l’Italia, e Roma con essa, sembra essere diventata proprio quella che Dante definì “non donna di province ma bordello” ( Purg. CantoVI – v78 ) ma, come la storia di Roma stessa ci insegna, c’è sempre una rinascita dopo un periodo difficile, per quanto terribile esso possa essere. L’Urbe ha conosciuto le devastazioni dei barbari, dei lanzichenecchi, della Seconda Guerra Mondiale e nonostante ciò rimane la Città Eterna. Si può dire che la storia di Roma rispecchi la storia dell’Italia intera, una storia a tratti terribile ma anche e soprattutto dignitosa e nobile per cui è doveroso augurare alla nostra Capitale, la più bella al mondo, almeno altri due millenni di vita.

[i]Un inciso: l’Inno a Roma che ho citato all’inizio viene erroneamente attribuito al Fascismo, ciò è falso poiché esso fu scritto tre anni prima dell’avvento del regime ed era finalizzato, come ho specificato, a celebrare la vittoria della Prima Guerra Mondiale[/i].