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Il tricolore di Jemo ‘nnanzi a Napoli

L’Aquila chiama Napoli. Altro significativo “flash mob” del Gruppo Aquilano di Azione civica “Jemo ’nnanzi” il cui ormai famoso tricolore, lungo 25 metri, ha svettato stamane dagli spalti del Maschio Angioino, uno dei simboli di Napoli.

{{*ExtraImg_239723_ArtImgCenter_500x333_}}Napoli, non a caso. La Capitale del regno delle Due Sicilie e faro culturale di quella quattrocentesca Europa meridionale in cui primeggiava anche la città dell’Aquila. Quella Napoli dove, il 21 marzo scorso, sono tornate d’attualità le storiche parole di Papa Francesco che, un anno fa, il 2 aprile 2014 in piazza San Pietro, in dialetto aquilano ha spronato gli Aquilani allo “Jemo ’nannzi” (andate avanti).

Nel corso del suo pellegrinaggio a Napoli, il Pontefice si è infatti espresso in dialetto napoletano: “A Maronna v’accumpagne” ha detto alla gente di Scampia”.

La clamorosa iniziativa di oggi, realizzata da una delegazione del Gruppo formata da una cinquantina di attivisti con l’inconfondibile tenuta neroverde, è stata possibile grazie al Comune di Napoli (che ha addirittura fatto aprire appositamente, in giornata festiva, il Maschio Angioino) ed in particolare al suo assessore alla Cultura, Nino Daniele.

«In occasione della visita a Napoli del Gruppo Jemo ’nnanzi- ha detto l’assessore Daniele durante la suggestiva cerimonia che ha destato tanta curiosità tra i napoletani e i turisti- costituitosi dopo il terribile sisma con l’obiettivo della non rassegnazione e quindi della partecipazione attiva alla ricostruzione del tessuto storico della città, quest’assessorato, sensibile alla problematica, ha aderito con entusiasmo alla richiesta di stendere dagli spalti di uno dei nostri storici simboli civici, lo stendardo italiano della lunghezza di 25 metri con la significativa scritta “Jemo ’nnanzi”».

{{*ExtraImg_239724_ArtImgCenter_500x333_}}«L’iniziativa- ha commentato Cesare Ianni, leader del Gruppo che ha ringraziato il Comune di Napoli per la sensibilità dimostrata donando simbolicamente anche la tipica maglietta neroverde all’assessore municipale alla Cultura- s’inserisce in una più complessa ed articolata opera di sensibilizzazione, fattiva, concreta e non piagnona, sul difficile tema della Ricostruzione dell’Aquila».